34°/La Calunnia – Mentana: Farina, infame! L’epiteto era stato già usato per Farina l’11/2/1995

Infamis = Infame.

Presso i Romani era una perdita dell’estimazione civile e dell’onore accompagnata da particolari menomazioni della capacità giuridica.

Di turpe fama, di trista nominanza, perverso infame quindi è Grani per le sue indegne azioni. È tanto infame che è opportuno non frequentarlo quasi fosse uno dei propagatori della peste ricordati, con la Colonna Infame di manzoniana memoria, dopo essere stati ingiustamente condannati e suppliziati come rei nel 1630 a Milano.

Infame invece, cara dottoressa Dorina Bianchi, è il suo compagno di partito, l’agente del SISMI Betulla – Dreyfus – Farina.

E non per mia dichiarazione calunniosa.

È Enrico Mentana che direttamente, bucando il teleschermo, così lo ha chiamato, durante il telegiornale delle 20:00, dal canale La7.

Ed io, Oreste Grani, che sono invece ciò che sono, vado oltre e le ricordo di averle fatto omaggio di una riflessione letteraria intitolata “Dei della Memoria” in cui, tra l’altro, c’erano queste affermazioni:

Memoria e le Muse sono potenze di rivelazione dalla parola efficace, disvelano la verità, chiamata dai Greci a-letheia, il non-velato, lo svelante, il contrario dell’oblio, del mondo di Lete. Memoria e Oblio sono due sorgenti che sgorgano in due luoghi vicini. L’acqua della prima conferisce la vita, la lucidità, il vigore eroico; mentre quella seconda conferma il viaggiatore della morte nella sua condizione di evanescenza e di deperimento completo”.

La Memoria e il culto delle fonti aperte, mi consentono di ricordare un ulteriore episodio che riguarda il suo compagno di partito, Renato Farina.

Quello della memoria indelebile è un esercizio che va fatto proprio perché sono ore tra le più difficili che la fragile Repubblica Italiana abbia mai vissuto.

MARCELLO PALMISANO

L’11 febbraio del 1995 Renato Farina sul Giornale se la prende con “la patetica ed esagerata autocelebrazione del lavoro di giornalisti inviati di guerra” avvenuta alla televisione e sulla stampa dopo la morte a Mogadiscio il 9 febbraio dell’operatore RAI Marcello Palmisano.

Il riferimento a Carmen Lasorella, rimasta ferita, è esplicito. Per una volta i redattori tutti e il Direttore del TG2 sono d’accordo e definiscono “infame” il pezzo di Farina.

 

Carmen Lasorella in Somalia

Come vede, gentile dottoressa, tra pochi mesi ex senatrice, è difficile farsela con la memoria di Grani ed è difficilissimo essere nemici di Ipazia alessandrina.

L’episodio è istruttivo perché, come si vede, era già tutto scritto. In quel caso la brava, coraggiosa, intelligente inviata Carmen Lasorella querelò Vittorio Feltri per gli articoli di Farina.

Farina è da sempre così come lo ha chiamato Mentana: un infame. E lo è stato, tragicamente, anche per il Paese.

Colgo l’occasione per ricordarle, cortesemente, con pazienza infinita, di farmi sapere il nome di chi, esponente delle istituzioni repubblicane, mi ha diffamato con lei.

Prima che questa gentarella, tra pochi mesi, sparisca nel nulla.

A presto

 

Oreste Grani