B. B. Brigitte Bardot? No Barack is Back!

Nel secondo match televisivo Barack is back. E a me questo fa molto piacere.

La mia simpatia per il Presidente è di vecchia data. Non ci voleva un genio per sapere, fin dal primo marzo 2006, come sarebbe andata a finire tra Barack Obama e Silvio Berlusconi. La fonte di questa analisi strategica fu, banalmente, il filmato del Tg4 di Emilio Fede, che ebbi modo di vedere e rivedere più volte.

 

 

Mi colpì, tra i membri del Congresso, una persona giovane, elegante, di colore che, sola tra tutti, rimaneva estranea alle manifestazione di plauso al nostro statista. “Barack Obama” è il nome del bel giovane congressista, come mi fu detto da chi lo conosceva.

Mi sembrò non solo indifferente ma addirittura annoiato dalle banalità che (pronunciate in pessimo inglese) Silvio Berlusconi proferì in quella occasione.

Tra le prime cose che si apprendono studiando la comunicazione non verbale c’è il significato delle braccia conserte, quale atteggiamento di ostilità. Senza applaudire, cercando di vedere tra i colleghi chi si sbracciasse, Obama anticipò gestualmente la valutazione che avrebbe connotato le relazioni tra Stati Uniti e Italia durante tutto il periodo del Governo Berlusconi.

Oreste Grani