Guillaume Apollinaire – La guerra nella Champagne

Sepoltura a Souain

Quelli che hanno fatto la guerra nella Champagne e che sopravvivranno torneranno senza dubbio a visitare con un’atroce curiosità questa regione infernale che si estende dalla collina di Souain a Massiges.

A detta di chi conosce le altre zone del fronte, è qui che il dramma è più straziante. Nessuna desolazione eguaglia lo spaventoso aspetto di queste ondulazioni di terreno zebrate di cunicoli e di profonde trincee bianche. Nulla evoca più fortemente l’inferno come questi grandi crateri gessosi che furono teatro di orribili corpo a corpo a corpo tra uomo e uomo, un uomo dall’arma spaventosa. Quota 193, quota 196, collina di Souain, collina di Tahure e tu, misteriosa collina di Mesnil, suolo sterile irrigato di sangue e di sacrifici senza numero!

La collina di Mesnil

Croci di cimiteri, croci francesi, croci nemiche, e voi, semplici croci che accogliete i cadaveri del…

Chi ha mai conosciuto uno spettacolo della quota 196, vista dal Balcon?

E questo piccolo angolo di Beauséjour, che doveva essere un così affascinante soggiorno prima della guerra!

Chi percorrerà in futuro la misera Champagne cercherà con interesse la piccola tomba che accoglie i cadaveri del fattore di Beauséjour e di sua figlia.

Regione dove la vita è dura, ma il coraggio, lo spirito di sacrificio, l’alacrità sono di tanto più grandi.

Chi guarderà senza emozione, dopo la guerra, spuntare il bocciolo rosa dell’euphorbia verrucata, o allargarsi le spatole della salvastrella dal sapore di cetriolo?

E il pastore che condurrà allora le sue pecore a pascola su quelle creste che furono i vulcani di questa guerra si chinerà talvolta per raccogliere qualche frammento di cuoio di quello che fu un elmetto tedesco e osserverà curioso l’informe vestigia della nostra epoca. Ma pietose mani avranno cura dei cimiteri (tratto da G. Apollinaire, Aneddoti 1911-1918, L’Amour Fou – Edizioni Kami, 2003, pag. 135).

Maurice de Vlaminck, “Ritratto di Guillaume Apollinaire”

Il 16 febbraio 1916 Guillaume Apollinaire scriveva per il “Mercure de France” queste note. Affido al protagonista maggiore della rivoluzione culturale francese ed europea di quegli anni l’esordio di questa rubrica, dedicata al centenario della Grande Guerra che si avvicina.

Oreste Grani