Claudia Cardinale forever – Nostalgia di una Angelica alle elezioni regionali siciliane

 

L’attimo durò cinque minuti; poi la porta si aprì ed entrò Angelica. La prima impressione fu di abbagliata sorpresa. I Salina rimasero con il fiato in gola; Tancredi sentì addirittura come gli pulsassero le vene delle tempie. Sotto l’urto che ricevettero allora dall’impeto della sua bellezza, gli uomini rimasero incapaci di notare, analizzandola, i non pochi difetti che quella bellezza aveva; molte dovevano essere le persone che di questo lavoro critico non furono capaci mai. Era alta e ben fatta, in base a generosi criteri; la carnagione sua doveva possedere il sapore della crema fresca alla quale rassomigliava, la bocca infantile, quello delle fragole. Sotto la massa dei capelli color di notte avvolti in soavi ondulazioni, gli occhi verdi albeggiavano immoti come quelli delle statue e, com’essi, un po’ crudeli. Procedeva lenta, facendo roteare intorno a sé l’ampia gonna bianca e recava nella persona la pacatezza, l’invincibilità della donna di sicura bellezza.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, Feltrinelli, Milano, 1958, pag. 96

Quale porta si è aperta per lasciare entrare almeno una Angelica? Dove c’è stata una scena d’ingresso? Dove sono finite le donne in questa tornata elettorale in Sicilia?

Oreste Grani