Presidenti Monti e Bassanini, chi se lo prende il carbone del Qatar?

Rimuovere i freni alla crescita francese, far ripartire la “locomotiva” francese è, anche, un contributo alla crescita europea, dunque italiana

Franco Bassanini e Mario Monti

membri della Commission pour la libération de la croissance française

 

 

La lettura di un interessante articolo di Marco Minniti – Presidente della Fondazione Icsa, Deputato e componente della commissione Affari costituzionali –, pubblicato nella rivista “Formiche” del giugno 2011, mi offre uno spunto di riflessione  a partire da alcune sue considerazioni circa il rapporto Italia-Francia in relazione al futuro del Mediterraneo.

Come introduzione mi permetto di citare le sue parole:

così l´Italia, in questa circostanza [si riferisce della crisi e delle tensioni del Maghreb, del Medio Oriente e della Penisola Araba], deve tentare di imporre una analoga agenda in chiave mediterranea. È essenziale a tal fine “registrare” correttamente il rapporto con la Francia: al di là del protagonismo francese degli ultimi tempi, Italia e Francia nei prossimi mesi dovranno ricercare una convergenza strategica, secondo codici e formule condivise, rispetto alle modalità di risoluzione della crisi geopolitica e militare in atto […] Infine [dopo avere analizzato l’importanza strategica per il Paese di un nuovo modello di intelligence economica], occorrerà fare chiarezza anche sul piano normativo e giuridico a livello transnazionale, soprattutto per quanto riguarda la tutela delle ragioni e degli interessi di ogni singolo Stato, ragioni che dovranno obbedire a criteri di maggiore reciprocità. Prendiamo il recente caso Parmalat-Lactalis: è illusorio pensare di applicare in maniera rigida delle regole costrittive o dei meccanismi di stampo protezionistico al libero gioco della concorrenza in ambito finanziario europeo e internazionale. Tuttavia, è doveroso in casi come questo rivendicare con convinzione il principio di reciprocità. Tradotto sul piano pratico significa che la Francia non può innalzare il vessillo della nazionalità francese delle imprese quando queste diventano contendibili e quello del libero mercato quando si tratta di aggredire mercati extranazionali o scalare imprese straniere in Borsa.

 

 

Sottoscrivo le parole del Presidente Minniti alle quali mi permetto di aggiungere una annotazione circa la composizione della missione italiana avvenuta nei giorni scorsi in Qatar, conclusa da una nota del 19.11 della Presidenza del Consiglio dei Ministri (vedi), che ha visto, tra gli altri, al fianco del Presidente del Consiglio Mario Monti, il Presidente della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini.

Il Presidente Mario Monti e il Presidente Franco Bassanini, già membri della Commission pour la libération de la croissance française, voluta da Nicolas Sarkozy, cosa sono andati a cercare in Qatar? “Carbone” per la locomotiva francese o per quella italiana?

Oreste Grani