I soliti noti a “Servizio Pubblico”: che noia

Bei tempi, quelli in cui Michele Santoro invece di propinarci come nell’odierna puntata di “Servizio Pubblico” (22.11.12) l’inutile Brunetta e la foglia di fico Vendola invitava, per esempio, il giudice Clementina Forleo.

Ricordo, per chi se lo fosse dimenticato, chi sia il giudice Forleo con le parole di Olga Iembo, autrice di due articoli pubblicati nella rivista “Sicurezza e Polizia – Organo ufficiale nazionale del Co.I.S.P.” del giugno 2009, dai quali ricavo alcuni stralci.

 

Clementina Forleo ad Annozero del 25.10.2007

 

Il magistrato Clementina Forleo, già giudice per le indagini preliminari a Milano, ha dovuto subire un processo da parte del Tribunale delle toghe. Ha dovuto sentirsi dire che non aveva equilibrio perchè era troppo emotiva. Ha dovuto sentire uno dei componenti laici del Consiglio superiore della magistratura che si stava occupando del suo caso, Letizia Vacca, che esternava, ben prima della decisione nei suoi confronti, valutazioni del tipo “questi giudici che in tv si presentano come eroi, sono dei cattivi giudici che fanno soltanto male alla magistratura” […]“Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”. Ha dovuto subire l’isolamento che il “sistema” riserva a chi alza troppo la testa, a chi parla pubblicamente di cose che devono restare avvolte dal silenzio. Ha subito l’affronto di chi le ha detto “finirai a fare la casalinga”. Ha dovuto subire la punizione del Csm, un trasferimento di sede che la sradicasse da quell’ufficio in cui tanti problemi aveva provocato, parlando delle “pressioni subite da ambienti istituzionali” quando si occupava dell’oramai famigerata inchiesta delle scalate bancarie nel caso Unipol/Bnl.

[…] L’ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com’è andata a finire, ma in quell’estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell’azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un’altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d’ufficio e falso ideologico.

Nel blog “Uguale per tutti” è possibile leggere la memoria difensiva del giudice Clementina Forleo (vai al link).

A me sembra una vicenda ancora degna di approfondimenti e non di silenzi stampa.

 

Renato Brunetta

 

Per tornare agli ospiti di Santoro di questa sera, ricordo a tutti che Niki Vendola con il suo SEL ha sostenuto, a Siena, la candidatura di Franco Ceccuzzi a sindaco, ignorando la gravissima situazione che i suoi alleati di schieramento avevano determinato nel Monte dei Paschi di Siena, saccheggiando per anni, in intesa con quelli che erano gli avversari dichiarati – Verdini & Co –, le casse della più antica banca d’Italia.

Come sta la banca e i suoi lavoratori ormai lo sanno tutti.

Quando noi di Ipazia denunciavamo con le liste civiche di Siena il pericolo imminente siamo stati trattati da intrusi, provocatori, strumentalizzatori, quasi non fossimo nel nostro pieno diritto ma come corpo estraneo alla città.

Difficile essere nemici di Ipazia, come tutta la mia storia dimostra.

Oreste Grani

 

Niki Vendola