Ipazia corpo celeste – Ad Alessandria d’Egitto si continua a morire

Mario Luzi

 

1.1.11 Egitto, strage davanti alla chiesa cristiana

Un’autobomba davanti alla Chiesa dei Santi, «bagno di sangue»: 21 morti e 8 i feriti. Forse un kamikaze

 

Così, in contemporanea con le rivolte in Tunisia, iniziava la “Primavera araba” o come sarebbe meglio dire, la fine di alcuni regimi sopravvissuti al crollo del Muro di Berlino nell’89.

A quel tempo avevo già da anni sostenuto con forza la diffusione dei valori rappresentati della filosofa alessandrina Ipazia, sforzi culminati con l’ideazione dello spettacolo teatrale “Il sogno di Ipazia”; il sostegno alla diffusione del film “Agorà”, l’invito a Roma di Youssef Ziedan direttore della sezione manoscritti della Bibliotheca Alexandrina, cofondatore della medesima, filosofo e scrittore fino al sostegno a un piccolo spettacolo teatrale organizzato nel Liceo Benedetto Croce di Roma.

Leggo oggi* con immenso dolore che l’amata Alessandria non trova pace, così come Tel Aviv Gaza Damasco e potrei continuare.

Senza pace nel Mediterraneo non ci sarà pace nel Mondo e senza il dialogo tra tutti i popoli e le religioni quel momento si allontanerà sempre più.

Oreste Grani

 

Locandina de “Il Sogno di Ipazia”

 

Rachel Weisz in “Agorà”

 

Alessia Amenta e Youssef Ziedan durante la visita alle sezione egizia dei Musei Vaticani

 

*23.11.12 ALESSANDRIA – Cinquanta feriti ad Alessandria: è il bilancio ancora provvisorio degli scontri fra i sostenitori e gli oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi all’indomani dell’approvazione di un decreto che ne aumenta i poteri da capo dello Stato. Una decisione “illegittima” per l’opposizione egiziana, che ha lanciato un appello a manifestazioni di protesta oggi in tutto il Paese.

Ad Alessandria la protesta è degenerata in violenza: manifestanti dell’opposizione hanno preso d’assalto la sede dei Fratelli Musulmani e secondo Al-Arabiya e Al-Jazira al palazzo è stato dato fuoco e 50 persone sono rimaste ferite. Anche altre sedi del partito di cui è espressione il presidente Morsi sono state incendiate Suez, a Port Said e Ismailia. Scontri tra opposte fazioni sono scoppiati anche ad Assiut e Giza, mentre al Cairo i sostenitori del presidente si sono radunati davanti al Palazzo presidenziale, mentre l’opposizione si è riunita a Piazza Tahrir. Contemporaneamente uno dei quattro consiglieri presidenziali, il copto Samir Morqos, ha dato le due dimissioni “definitive e irrevocabili” contro la decisione di Morsi di blindare i suoi poteri dinanzi alla giustizia.

L’aumento dei poteri pressoché illimitato del presidente ha messo in allarme l’Onu. Rupert Colville, portavoce dell’alto commissario per i diritti umani Navi Pillay, si è detto “molto preoccupato per le possibili,

enormi conseguenze di questa dichiarazione sui diritti umani e lo stato di diritto in Egitto”. Il timore, ha aggiunto Colville, è che la situazione possa divenire “molto incerta nei prossimi giorni, di fatto a partire da oggi”.

Già ieri il premio Nobel per la pace e principale esponente dell’opposizione Mohamed El Baradei aveva denunciato la decisione di Morsi accusando il presidente di essersi proclamato “nuovo faraone”. Tra le altre cose, Morsi ha ordinato l’allontanamento dall’incarico del procuratore generale dello Stato, Abdel Meghid Mahmoud, nominato dal deposto presidente Hosni Mubarak.