KGB, StB e gli scambi di coppia: quello sì era sesso a cinque stelle, Generale Petraeus

Non ho voglia di ripercorrere la incredibile videnda delle dimissioni del Generale Petraeus né divagare su altro (complotto contro Obama, rivalità tra donne, FBI contro CIA) se non richiamare la vostra attenzione su un punto: ma è mai possibile che il capo dei servizi segreti paese più potente del mondo sia caduto in una trappola al miele come il più sprovveduto dei pivelli? Ma chi si credeva di essere il generale per non osservare la più elementare delle misure di sicurezza? Non aveva mai sentito parlare del caso “Karl e Hana Koecher”? Davvero pensava di potere frequentare chi volesse, tradendo la compagna di una vita, come un qualsiasi disperato e semi alcolizzato agente di secondo piano che Le Carrè ritrae spesso polemicamente nei suoi romanzi?

Pensare che un responsabile di questo livello non abbia ricevuto un addestramento all’altezza del compito che devono svolgere (o dobbiamo pensare che siano lasciati liberi di accoppiarsi a piacere per poterli un giorno “dimettere”?) mette i brividi, giacché espone la pace globale al rischio di essere pilotata da chiunque riuscisse a infilarsi tra le lenzuola degli uomini più potenti della Terra.

Vi propongo il brano seguente tratto da L’archivio Mitrokhin di C. Handrew con Vasilij Mitrokin, Rizzoli, 1999 cosicché siate pronti a non ritenere che siano le vostre arti seduttive a facilitare le attenzioni improvvise di sconosciuti o sconosciute.

Oreste Grani

Gli agenti clandestini cecoslovacchi Karl e Hana Koecher, che lavorarono sia per il KGB che per l’StB negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta. Karl Koecher pare che sia stato il primo clandestino a trovare impiego nella CIA. Il presidente del KGB e futuro leader sovietico Jurij Andropov lodò espressamente le “importanti e preziose” informazioni da lui fornite. I Koecher erano habitués dei sex club di Washington e New York, dove fecero sesso con personalità della CIA, del Pentagono e del governo federale.
La foto fu scattata dopo il loro ritorno a Praga nel 1986.

A TRENT’ANNI DALL’INIZIO della Guerra Fredda, la grande strategia delle residenze illegali non aveva neppure lontanamente ripagato lo straordinario impiego di tempo, energie e denaro che aveva richiesto. Alla fine degli anni Settanta, dopo una lunga serie di insuccessi e fallimenti, la situazione era la seguente: la residenza illegale di Valousek era sotto il controllo costante per quanto imperfetto dell’FBI e Korsakov si preparava a defezionare.

Ciò che forse irritava maggiormente il Centro era che la più riuscita infiltrazione illegale nel territorio del Grande Avversario durante la Guerra Fredda fosse stata realizzata non dal KGB ma dal suo partner cecoslovacco, l’StB. Nel 1965 due illegali dell’StB, Karl e Hana Koecher, giunsero a New York spacciandosi per rifugiati cecoslovacchi.

Karl, che parlava in modo fluente russo, inglese, francese e, chiaramente, ceco, trovò lavoro come consulente presso una radio (Radio Free Europe), seguendo nel frattempo un corso di studi post laurea all’Indiana University e, successivamente alla Columbia. Fra i suoi professori della Columbia University spicca il nome di Zbigniew Brzezinski, futuro consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Carter. Karl finse sempre di essere un anticomunista sfegatato.

Quando seppe che il famoso giocatore di tennis di origine ceca, Ivan Lendl, stava per acquistare un appartamento del palazzo in cui viveva, si mostrò profondamente indispettito e contrariato. Nel 1969, un anno prima di terminare il suo dottorato di ricerca, Karl fu nominato lettore in filosofia al Wagner College di Staten Island. Hana, nel frattempo, lavorava nel commercio dei diamanti che le dava l’opportunità di tornare in Europa e fare da intermediaria per l’StB. Pare che i Koecher siano stati la coppia di illegali più dinamica dal punto di vista sessuale di tutta la storia dei servizi segreti del blocco sovietico, a partire dalla frequentazione di feste finalizzate a scambi di coppia sino a vere e proprie orge di gruppo presso il New York’s Plato Retreat o gli Hell Fire sex club di New York, locali che si moltiplicavano come funghi nell’epoca sessualmente permissiva e anticonvenzionale degli anni Sessanta e Settanta.

Con la benedizione dell’StB, i Koecher, negli anni a venire, rivelarono buona parte della loro movimentata carriera al giornalista di Washington Ronald Kessler. Il dossier del KGB su Koecher, tuttavia, afferma che la spia ceca nascose alcuni importanti dettagli. Nel 1970, per esempio, egli fu convocato a Praga allo scopo di prendere parte a un’operazione dell’StB tesa a smascherare presunte attività in cui la CIA si sarebbe servita di emigrati cechi. Koecher, legato com’era alla sua evanescente e movimentata vita newyorchese, si rifiutò di tornare e per i quattro anni successivi recise i contatti con l’StB. Nel 1971 ottenne la cittadinanza americana seguito, l’anno seguente, dalla moglie. Desiderando ricucire i legami con Praga congegnò un piano di infiltrazione nei servizi segreti americani. Nel 1973 si trasferì a Washington dove ottenne lavoro come traduttore presso la divisione sovietica della CIA. Dopo solo sei settimane fece richiesta per migliorare la sua posizione professionale: La mia attuale posizione non è all’altezza dei miei studi e delle mie competenze. Sono interessato a un lavoro all’interno dei servizi segreti e desidero rimanere all’interno della CIA per svolgervi una buona e utile attività. Credo che ciò sia possibile solo in un ambito più incentivante da un punto di vista intellettuale di quello in cui ho lavorato sino a ora.

Forse proprio come risultato delle sue lamentele, la CIA chiese poco dopo a Koecher di redigere un rapporto basato su materiale russo e cecoslovacco che egli aveva tradotto e trascritto da registrazioni.

Anche a Wasbington la giovane coppia ceca si fece travolgere da numerose esperienze extraconiugali. In particolare Hana, bionda, attraente e di dieci anni più giovane del marito, ebbe numerosi rapporti sessuali con funzionari della CIA e del Pentagono, giornalisti di famose testate e persino con un senatore statunitense.

Nel 1974 Karl ripristinò i contatti con l’StB che si consultò col KGB circa il da farsi. Fu deciso che Koecher sarebbe stato agente del KGB e, al contempo, illegale cecoslovacco. Le avventure dei Koecher a Washington fornirono ai servizi segreti sovietico e cecoslovacco poco più di una trama di pettegolezzi e informazioni compromettenti sul conto di alcuni funzionari di Washington. Al contrario il lavoro di Koecher presso la CIA si rivelò di estrema utilità, come ebbe a dire personalmente Andropov. Nel 1975 Karl abbandonò il suo incarico a tempo pieno presso la CIA di Washington, ma continuò a prestare collaborazioni occasionali da New York.

Nel 1975 fu in grado di consegnare alla residenza di New York del KGB una documentazione assai dettagliata e preziosa sulle azioni antisovietiche della CIA nel Terzo Mondo. Spesso incontrava il suo supervisore del KGB sia a New York che in Europa (in Francia e in Austria). Fra le più importanti indagini di controspionaggio eseguite da Karl, una in particolare riuscì a smascherare il reclutamento da parte della CIA di un diplomatico sovietico, Aleksandr Dmìtrìevìé Ogorodnik.

Poco dopo il suo arresto nel 1977, Ogorodnik accettò di scrivere e sottoscrivere una completa confessione, ma si lamentò del fatto che la penna che gli era stata data fosse ridicola. Non appena gli fu consegnata la propria, egli ne estrasse una capsula velenosa che ingoiò prima che la guardia potesse fermarlo: morì nell’aula dell’interrogatorio.

All’inizio degli anni Ottanta i Koecher furono a loro volta traditi da un agente della CIA infiltrato nell’StB. Arrestati nel 1984, fecero il loro ritorno in Cecoslovacchia due anni più tardi come parte di un accordo di scambio con cui si permetteva al dissidente russo Anatolij Scaranskij, prigioniero nelle carceri sovietiche, di emigrare in Israele. La scena del rilascio della coppia sul famoso ponte di Glienicker, il ponte delle spie, fu così descritta in un servizio giornalistico: Con i baffi e il cappotto dai bordi in pelliccia Karl F. Koecher pareva proprio una volpe. Sua moglie, Hana, indossava una giacca e un alto cappello bianco, entrambi di visone. Bionda e sexy con i grandissimi occhi blu, sembrava una diva del cinema.

«Il KGB nutre grande considerazione nei miei confronti», si vantò più avanti Karl parlando con Ronald Kessler. Ci fu un curioso seguito alla vicenda spionistica dei coniugi Koecher in Occidente. Nel 1992 Hana ottenne un lavoro presso la sezione commerciale dell’ambasciata inglese a Praga. Fu congedata dal KGB due anni dopo, quando un giornalista cecoslovacco rivelò il suo passato.