Tornano in piazza i “senza futuro”

Il corpo dell’agente di pubblica sicurezza Antonio Marino, caduto per una bomba a mano SRCM lanciata da Vittorio Loi

Gentile Signora Prefetto Anna Maria Cancellieri,

come Lei ormai sa – perché puntualmente e in modo circostanziato informata dagli organismi preposti– non si trattava di tifosi esagitati ma, come mi sono permesso di sotenere nella mia nota di ieri (Guerriglia urbana a Campo de’ Fiori ultras laziali assaltano un pub), di xenofobi antisemiti organizzati sotto le mentite spoglie di club calcistici. L’aggressione è stata opera di Romanisti e Laziali uniti nella lotta, cioè nell’eversione. A che fine, il tempo lo dirà. Noi sappiamo che cercavano di uccidere e che solo lo stellone italico lo ha impedito.

Non devo dire a lei quanto costa in termini di “dispiego delle truppe” e di logoramento delle stesse questa guerra per il “dio calcio”, che dura da troppi anni. Ce lo possiamo permettere? È giusto che le sue donne e i suoi uomini  – che come gli altri italiani (se non di più) stanno soffrendo le ristrettezze e le ansie dettate dal Governo dei tecnici (di cui Lei è un eminente esponente) e dalla fase economica recessiva – siano sottoposti a turni da rottamazione?

Mentre i reparti sono sottoposti a stress continuo, i  problemi di taglio alle risorse, sottovalutazione della professionalità, azzeramento degli investimenti tecnologici e stutturali o, come dice il corvo, risorse mal spese e disperse per corruzione le poche risorse a disposizione non vengono risolti dalla politica.

Queste cose i poliziotti le dicono da anni e, in particolare, sono state il tema portante delle manifestazioni unitarie che decine di migliaia di donne e uomini per bene – non “panzoni” come li chiamava sconsideratamente e in modo diffamatorio il ministro Renato Brunetta – sfilando con modalità rispettose delle leggi e della necessaria convivenza civile.

Il peggio, a mio giudizio, deve ancora venire ed è necessario intervenire, perché la situazione non assuma le connotazioni di “estinzione dello Stato” che Beppe Grillo ventila con i suoi appelli che Le hai ritenuto degni di uno “sciacallo”.

A mio giudizio è opportuno e prudente ricordare, comunque che the royal fool ormai parla a nome del 20% degli italiani.

Ma non è solo Beppe Grillo a picconare il muro delle istituzioni. Anche Oscar Giannino parla di Stato tiranno e incita a una forma di civile, ma ferma, rivolta. E lo fa da Radio24, che è un organo ufficiale della Confindustria.

Inoltre, domani, sabato 24 novembre 2012, Casa Pound scende in piazza e l’iconografia scelta per convocare la manifestazione, al di là delle sfumature culturali, è il taglio di una testa.

Gli studenti, chiamiamoli di sinistra, reduci dagli scontri di pochi giorni addietro, organizzatisi nel frattempo in centinaia di occupazioni nelle scuole di tutto il territorio si preparano a rendere difficile, se non impossibile, l’agibilità dei centri storici delle maggiori città.

In modo semplicistico qualcuno potrebbe dire “cose gia viste nel ‘68” e soprattutto nel 1977. Ma, ad alimentare quei comportamenti che comunque causarono centinaia di vittime c’era solo l’utopia e molto background culturale e ideologico oltre ai primi sintomi del malessere globale. Oggi, come propellente, c’è il “senza futuro” per quasi tutti i giovani e per molti dei loro genitori, il tutto mentre si levano nel Mediterraneo venti di guerra.

A mio ricordo la situazione non è mai stata così complessa e io in piazza ci sono stato centinaia di volte. In bocca al lupo Signora Ministro.

Così così dopo i corvi e gli sciacalli, ora dobbiamo affidarci ai lupi.

Oreste Grani