Siena 2011, la resa dei “conti”

Copertina di una pubblicazione di materiale elettorale distribuito a Siena durante la campagna della primavera 2011 per le amministrative

Sin dalla prima puntata de “La calunnia” mi sono impegnato all’approfondimento del racconto della fallita elezione di Gabriele Corradi a sindaco di Siena.

Il 12.9.12 ho ribadito, scrivendo nei modi consentiti dal web, a Claudio Martelli queste parole: “Come ho avuto modo di dire in altra data nel blog, tornerò quanto prima sulla nostra sconfitta elettorale a Siena per cominciare a fare i conti con opportunisti e traditori. Quel tradimento, di cui siamo rimasti entrambi vittime, ha avuto un effetto domino devastante su tutto il progetto Ipazia, sulla mia vita professionale e su quella di tanti leali collaboratori. Oggi, se le cose fossero andate diversamente, alla luce del tuo virile comportamento, avremmo potuto dare, nel caos politico ed economico in cui si trova il Paese, un contributo di esperienza, di amor di Patria e qualche buon consiglio per il futuro”.

Oggi pubblico i primi documenti:

Il dottor Torsello citato nella mail è un dirigente bancario, stretto collaboratore del banchiere Vincenzo De Bustis, ben noto sopratutto agli azionisti senesi del Monte dei Paschi di Siena per la vendita della Banca del Salento (poi Banca 121) al Monte.

La lettera che segue fa parte della copiosa documentazione sulla vicenda senese che domani, 27.11.12, consegno a norma di legge all’autorità giudiziaria.

Con ampia facoltà di prova.

Oreste Grani

Caro Oreste,

da dopo la campagna elettorale per le elezioni amministrative a Siena, città nella quale mi sono con grande sforzo personale trasferita durante i mesi antecedenti le elezioni, mi arrivano incessantemente una serie di conti da saldare a nome Ipazia Promos.

L’Associazione che presiedo, come sai, ha sostenuto in modo sostanziale tutta la campagna elettorale, sostituendosi agli interlocutori formali della campagna in innumerevoli ed onerose operazioni (pranzo di presentazione del candidato Sindaco, campagna di diffusione e affissione, realizzazione e stampa di tutto il materiale, realizzazione di alcuni convegni presso il Polo Museale Santa Maria della Scala, organizzazione e realizzazione dello spettacolo teatrale “Il Sogno di Ipazia”, supporto organizzativo, creativo, logistico e di realizzazione di tutta la campagna elettorale, gestione dei rapporti con gli interlocutori istituzionali e della coalizione, etc etc), senza essere soggetto candidato alle elezioni, ma solo associazione di sostegno e collaborazione alle iniziative elettorali che durante la campagna si sono proposte e stabilite.

Abbiamo sostenuto tutto il progetto, ricoprendo spesso anche il ruolo di coaching motivazionale al frequente clima di crisi fra i capolista della coalizione.

Ora continuano ad arrivarmi i conti da pagare.

Per dovere di servizio e per sacrificio, connaturato alla signorilità di Ipazia, ho sopportato molte pendenze che non condividevo e non ritenevo ascrivibili a noi; ho tollerato le telefonate di rimprovero per i mancati pagamenti e cercato di dialogare con presunti creditori nel modo più civile possibile. La mia natura mi avrebbe portato ad agire in modo molto diverso, ma ho seguito le disposizioni generali senza oppormi, come sono abituata a fare per il bene generale dei progetti.

Ora mi trovo due lettere di legali di intimazione al pagamento per due prestazioni che io, in qualità di Presidente di Ipazia Promos, non voglio pagare e che non pagherò. Non lo farò perché non le ascrivo a Ipazia Promos e ritengo ingiusto e fraudolento imputarle alla mia associazione, che ho il dovere di proteggere. I due conti da pagare sono, per la precisione, l’onorario del dott. Juri Guerranti e la parcella di tale Prima Squadra (?!), che ho faticato a ricostruire nella mia mente come il magazine on line “Cittadino on Line”. Per quale ragione Ipazia Promos dovrebbe pagare lo spot elettorale personale del dott. Pierluigi Piccini? Per quale ragione dovrei pagare un gruppo di persone che non ha MAI lavorato alle mie dipendenze e che sostiente, oltretutto, di averlo fatto anche nei mesi successivi alla campagna elettorale?

Mi spiace Oreste, ma questo duplice conto da saldare potrebbe costringermi a consegnarti le mie dimissioni immediate dalla presidenza di Ipazia Promos perché sostengo e sono fermamente convinta che la mia associazione abbia sofferto a sufficienza dei danni inflitti dalla campagna senese. Ho tentato di proteggere ciò che ritenevo tollerabile e utile a giustificare i sacrifici della piccola Promos, ma questo mi pare una pretesa ingiustificabile, oltre che esosa e insostenibile per l’economia della nostra associazione.

Decidi come ritieni più opportuno, io prenderò atto e farò le mie scelte.

Con stima immutata

Lettera firmata