Giù le mani dalla Nutella 2

 

Torno a parlare di Nutella (vedi post), primo perché ne sono goloso, secondo perché sono preoccupato.

Subire nell’arco di poco tempo una class action (vedi articolo) e un aumento del 300% della tassa sull’olio di palma deve avere fatto suonare più di un campanello di allarme nel quartiere generale della Ferrero, tanto più perché le due botte le ha ricevute un suo prodotto di punta qual è la Nutella.

Aggiungo al problema questo post di Grillo del 19.8.2010 dal titolo “Nutella amara”: L’Europarlamento ha colpito ancora. Dopo la lunghezza della coda dei cani e la curvatura delle banane si è occupato della Nutella. L’emendamento 191 al rapporto Sommer è stato bocciato per un solo voto grazie all’assenza e al voto contrario di alcuni rappresentanti italiani. A seguito della votazione, la Ferrero, in ottemperanza di precise tabelle nutrizionali, dovrà applicare sui contenitori della Nutella avvertimenti a tutela del consumatore, magari del tipo: “Attenti contiene grassi” o “Nuoce gravemente alla linea” con gravi ricadute sulla vendita. La Nutella sconfitta dai nostri eurodeputati e forse da qualche multinazionale straniera. La crisi mondiale può aspettare, gli europarlamentari sono impegnati con il cioccolato. A Bruxelles ci sono solo nutelle amare.

Non amo l’idea di complotto e ne sono culturalmente avversario, tuttavia quando osservo che un’azienda incomincia ad avere degli inciampi pubblici o legali, mi allerto.

Prendiamo come esempio la “grande” Finmeccanica, della quale ho abbondantemente scritto (vedi post), giusto per ricordare che dopo il rifiuto del famoso elicottero da parte del Presidente Obama, le cose hanno cominciato ad andare davvero male, fino al crollo verticale del titolo e a voci di vendita di alcune aziende [mi permetto un inciso: a quando il chiarimento tra il Presidente  del Consiglio Mario Monti e Giuseppe Orsi? Quando rassegnerà le dimissioni il Presidente di Finmeccanica?].

Tutt’altra storia, direte, ma quando una azienda succulenta e prosperosa come Ferrero si troverà un Paese che dopo le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento, sarà in una grave situazione di ingovernabilità determinata dal successo del MoVimento 5 Stelle e dalla frammentazione della compagine politica, chi può dire cosa le accadrà? Chi sarà in grado di difendere gli interessi – dei quali fa parte Ferrero – del Paese?

Pur non avendo dubbi sulle capacità dell’ambasciatore Paolo Fulci di governare e di prevedere il futuro mi pongo la retorica domanda: quale uomo e quale azienda è in grado di fronteggiare l’attacco di un paese terzo? Al netto delle quinte colonne.

Oreste Grani