Cos’ha fatto ieri la Juve? […] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve?

1948 Le origini della calciocrazia. Gli juventini Agnelli e Togliatti uniti nella lotta… per lo scudetto. Aneddoto: un giorno Togliatti chiese aPietro  Secchia: Cos’ha fatto ieri la Juve? […] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve?

A metà degli anni Cinquanta un giovane prete toscano, don Lorenzo Milani, il futuro autore di Lettera a una professoressa, rifletteva sulle sue esperienze pastorali.

Ecco quanto affermava a proposito del tifo sportivo: Quando si assiste in certi ambienti (nella corriera o in un treno operaio, in piazza, al bar ecc.) a certe discussioni scalmanate, interminabili, quotidiane, sempre uguali, su corridori ecc. e si vede luccicare a molte accaldate mani l’anello matrimoniale, non è possibile non pensare che ognuno dei possessori di quelle mani e di quegli anelli non abbia a casa sua o in officina (e quindi in cuore) molte e molto più gravi preoccupazioni e passioni. Perché dunque fingono questa passione come se fosse la prima e l’ultima della loro vita? Perché urlano il nome e le glorie del loro favorito pedalatore con la stessa disperata foga con cui dovrebbero urlare alla moglie: “Non mi tradire”, al figlio: “Studia, lavora, sii sano”, al datore di lavoro e al governo: “Non mi calpestare”?

Perché l’uomo è fatto così: è soggetto alle sue passioni fino alle illogicità più inaspettate. Sì, infatti, se corressero donne, l’accapigliarsi per loro sarebbe deprecabile, ma compatibile. Ma che maschi debbano scalmanarsi per maschi con cui non hanno nulla in comune e che non lavorano per loro, questo io non lo intendo, e son sicuro che il motivo non è intrinseco, ma estrinseco. È cioè la paura di restare in un cantuccio, di non essere al pari degli altri, di non essere immersi nella conversazione degli altri, protetti dalla conversazione degli altri, dalla parità con gli altri. Disperazione di disperati che non hanno altra ricchezza interiore.

 

Un buon motivo per morire? Incredibile ma vero

 

Tra ciclisti drogati e calciatori frodatori del loro pubblico, come dice Don Milani, rimane solo la disperazione di tifosi disperati che non hanno altra ricchezza interiore.

L’estremismo di Don Milani può anche scandalizzare qualcuno, ma sicuramente spinge a ragionare anche chi non aderisce a questo pensiero all’apparenza eccessivo.

Oreste Grani

 

Don Milani