Ma che uso ha fatto dei servizi segreti Scajola quand’era ministro?

 

Mentre in Ligura sequestrano tonnellate di marjuana, mentre nella provincia di Imperia continuano gli arresti e le dimissioni di quanti sono finiti nell’indagine sulla presenza dell’ndrangheta, mentre sotto i nubifragi frana tutto, il Ras di Imperia ed ex ministro degli Interni Claudio Scajola – quello che: “Figura centrale Biagi? …era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza” (Marco Biagi fu ucciso dalla BR nel 2002) – rivendica una allucinante minaccia: «So tutto di voi, per gli incarichi istituzionali che rivestivo, ho guidato i servizi, conosco i vostri segreti».

In mano a chi stavamo? Capite la gravità dell’affermazione?

Quando per anni ho ripetuto che i servizi erano in mano a gente senza scrupoli, alludevo a situazioni paradossali come questa: il controllore, il garante della Costituzione, il ministro degli Interni che si esprime in termini ricattatori e delinquenziali, trattando l’informazione concernente la sicurezza nazionale come “cosa propria”.

Oreste Grani

 

LA RABBIA DELL’EX MINISTRO, CHE SI SENTE ABBANDONATO DAI FEDELISSIMI

Scajola ai “suoi” vertici liguri 
«Guidai i Servizi, so tutto di voi»

La «resa dei conti» decisa dopo la richiesta di archiviazione da parte dei pm di Imperia)

ROMA – Claudio Scajola (che ha anche annunciato che si ricandiderà alle prossime politiche) non nega affatto di averlo detto. E di aver fatto «un ragionamento molto risentito». Di aver recriminato per non aver avuto nessuna solidarietà da parte del partito ligure per i suoi guai con la giustizia (e fin qui tutto nella norma). Ma soprattutto di aver affermato nel corso di una riunione dai toni accesi, indirizzandosi ai coordinatori regionali Michele Scandroglio e Eugenio Minasso (e il senatore Luigi Grillo): «So tutto di voi, per gli incarichi istituzionali che rivestivo, ho guidato i servizi, conosco i vostri segreti». Aggiungendo però «ma non ho mai utilizzato le vicende delicate che vi riguardano (dalle indagini sul voto di scambio ai fondi all’estero) contro di voi».

 

 

Probabilmente Scajola si è convinto allo show down (riportato con evidenza dal Secolo XIX) dopo un importante risultato ottenuto proprio l’altro ieri sul fronte giudiziario. Dal momento che è stata la stessa Procura della Repubblica di Imperia ad aver chiesto l’archiviazione delle accuse per il reato di associazione per delinquere contro di lui, indagato assieme ad altre quattro persone nell’inchiesta sulla realizzazione del porto turistico. Ebbene, dopo mesi di tensioni l’ex ministro durante la riunione del coordinamento regionale ha fatto votare una mozione di sfiducia nei confronti di Scandroglio e Minasso che «ha ottenuto 20 voti e la mozione è stata approvata». Per Minasso però il voto non era valido e quindi non di «sfiducia» si è trattato ma di un «battibecco con conseguente abbandono dell’aula da parte di alcuni, per cui la riunione è terminata per mancanza del numero legale». Il coordinamento regionale del partito non si riuniva da 14 mesi ed era stato convocato per nominare i sette garanti in vista delle primarie.

«Scajola ha detto di conoscere molte cose su tutti noi – ha rivelato Minasso – e penso che sia una frase di una gravità inaudita: a questo punto ce ne siamo andati». «Il fatto è – controbatte Scajola – che ormai 81 sindaci su 90 della Liguria eletti con il Pdl non si riconoscono più nei coordinatori. Ed è così in tutta Italia».

Ora anche la frattura ligure arriverà sul tavolo del segretario Angelino Alfano e per il partito locale si aprirà, quasi sicuramente, la via del commissariamento. Quando alla sua vicenda giudiziaria (relativa al porto di Imperia) Scajola ha dichiarato: «Ho sempre rispettato, pur soffrendo, il lavoro della magistratura. So che la Procura della Repubblica di Imperia, che mi aveva indagato in merito alla vicenda del porto, a distanza di due anni ha chiesto l’archiviazione». Adesso però l’ultima parola spetterà al gip.

Maria Antonietta Calabrò 3 dicembre 2012 (modifica il 4 dicembre 2012)