Israele: un falco accusato di corruzione si è dimesso. La pace si avvicina?

Strada per Betlemme

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Israele, Peres: «Trattative con i palestinesi subito»

Il governo israeliano che uscirà dalle elezioni del 22 gennaio dovrà aprire subito le trattative con i palestinesi. Lo chiede in un‘intervista allo ‘Spiegel’ il presidente israeliano Shimon Peres, secondo il quale è ormai arrivato il momento di non guardare più al passato, ma al futuro.

«Dobbiamo mettere la parola fine e dire che i peccati del passato sono perdonati e che non ci accuseremo più a vicenda», spiega il presidente israeliano, aggiungendo che con i palestinesi «dobbiamo immediatamente aprire trattative e immediatamente significa: subito dopo le elezioni israeliane del 22 gennaio. Se vogliamo essere sinceri», spiega Peres, «i dati di fondo di un accordo sono chiari: ci saranno due Stati e tre blocchi di insediamenti, per i quali dovremo concedere ai palestinesi un pezzo di territorio ugualmente grande».

«Gli insediamenti occupano tra il 2% ed il 6% della superficie del territorio della Cisgiordania ed un territorio ugualmente grande dovremo darlo ai palestinesi da un’altra parte. Non si tratta di un problema insolubile». Nell’intervista allo ‘Spiegel’ Peres sottolinea che il prossimo governo israeliano «deve prendere una decisione strategica e per Israele non c’e’ un’opzione migliore di quella di una soluzione con due Stati».

tratto da pubblicogiornale.it

 

Dopo le dimissioni del falco Lieberman, a seguito degli strascichi di una indagine per riciclaggio di denaro (va molto di moda ultimamente, vedi …….), vedo avvicinarsi la possibilità che le parole di Peres diventino sostanza dopo le elezioni del 22 gennaio in Israele.

Oreste Grani

Gerusalemme

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Israele, si dimette ministro Esteri. Lieberman accusato di frode

Su di lui pende anche l’incriminazione per abuso di fiducia per aver fatto pressioni a favore dell’ex ambasciatore in Bielorussia, Zeev Ben Aryeh, che gli fornì informazioni su indagini a suo carico nella repubblica ex sovietica

Gerusalemme – Il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman si è dimesso. Lo riportano i media. In una breve dichiarazione, il capo della diplomazia – incriminato ieri per frode e abuso di fiducia – ha detto di aver preso la decisione anche se non era costretto a farlo: “Mi dimetto anche se non sono obbligato. Ho chiesto alla Knesset di revocare la mia immunità parlamentare per poter affrontare al più presto possibile le accuse rivolte contro di me”. La sua decisione, assicura la stampa, non inciderà sulla campagna elettorale per le elezioni del 22 gennaio in cui Lieberman è il numero due della lista comune presentata dal suo partito, Yisrael Beitenu, e dal Likud del premier Benjamin Netanyahu. Il ministro degli Esteri è accusato di aver fatto pressioni a favore dell’ex ambasciatore israeliano in Bielorussia, Zèv Ben Aryeh, che gli avrebbe fornito informazioni su una indagine a suo carico nell’ex repubblica sovietica.

Ieri, il procuratore generale Yehuda Weinstein aveva archiviato le accuse di frode e riciclaggio di denaro contro il ministro ma aveva deciso, allo stesso tempo, di metterlo sotto inchiesta per frode e abuso di fiducia per aver fatto pressioni a favore dell’ex ambasciatore in Bielorussia, Zeev Ben Aryeh, che gli fornì informazioni su indagini a suo carico nella repubblica ex sovietica.

Nella vicenda principale, Lieberman era indagato per accuse di riciclaggio di denaro, frode e abuso di fiducia, nel sospetto di aver ricevuto milioni di dollari da magnati come Martin Schlaff e Mikhail Chernoy attraverso compagnie straniere mentre occupava funzioni pubbliche. Accuse risultate non suffragate da prove. Il procuratore Weinstein ha invece deciso di procedere per abuso di fiducia e frode nei confronti del ministro nella presunzione che quest’ultimo abbia lavorato per favorire l’ex ambasciatore in Bielorussia senza aver fatto sapere che l’ambasciatore stesso gli aveva fornito informazioni su indagini sul suo conto nella repubblica ex sovietica.

La Repubblica, 14.12.12

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