Articolo 54 […] I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore

La firma della Costituzione il 27 dicembre 1947

La firma della Costituzione il 27 dicembre 1947

 

Che Roberto Benigni legga in prima serata la Costituzione italiana mi pare un’ottima idea. Poi leggo l’articolo che riporto in fondo al post e perdo il buon umore.

Primo: lo spettacolo si tiene a Cinecittà che è in fallimento.

Secondo: lo spettacolo è palesemente blindato, solo vertici Rai e 500 invitati selezionati: non si sa mai che a qualcuno venga in mente di fischiare, non la Costituzione, ma chi ne calpesta i principi.

Terzo: se per fare 1+12 puntate la Rai spenderà 5,8 milioni di euro, mi chiedo se non sia una spesa un po’ eccessiva per leggere dei testi.

Comunque sia buona, Costituzione a tutti.

Dionisia

 

Benigni, il ribelle patriota porta la Costituzione in tv

di Marco Molendini, il Messaggero

ROMA – Chissà se Benigni si ripresenterà su un cavallo bianco e con il tricolore in mano come a Sanremo due anni fa. Un colpo di scena che citava un po’ Garibaldi e un po’ Arbore (il suo mentore che, nel lontano 1981, usò la suggestiva abbinata nel suo Telepatria international, dove Roberto fece un memorabile sketch travestito da Dante). Del resto il suo ritorno di stasera su Raiuno, in diretta da Cinecittà, non è soltanto un evento (schierati in prima fila i vertici Rai e solo 500 invitati) che ripropone uno dei pochi mattatori della scena italiana, ma anche una celebrazione dai caratteri perfino istituzionali. Proprio come al Festival, dove l’oggetto dell’intervento era il bistrattato Inno di Mameli.

Stavolta tocca alla bistratta Costituzione italiana, La più bella del mondo, come l’ha definita Benigni. Due ore e un quarto senza spot divise in due parti. La prima satirica, un’intervento a braccio (ma non troppo: oggi alle 15 c’è una generale) in cui svolazzare prendendo di mira i protagonisti della politica (suggeritori di grandissima fantasia). La seconda analitica, ma con il sorriso, in cui fare l’esegesi di 12 articoli della Carta. Uno show che segue un format che il comico toscano ormai sembra aver scelto in via definitiva: prima Dante, poi Mameli, ora la Costituzione, partendo dal primo articolo (L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro) per arrivare al dodicesimo (La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso), affrontando disposizioni fondamentali: i diritti inviolabili dell’uomo, l’eguaglianza di fronte alla legge, il diritto al lavoro, l’unità nel rispetto delle autonomie locali e delle minoranze linguistiche, il rapporto Stato-Chiesa, l’impegno a promuovere la cultura, il ripudio della guerra. Un’esegesi fatta con il sorriso, ma è nella prima parte che Roberto si riproporrà nella veste comica con un monologo, ma usando anche la chitarra per un paio di pezzi cantati.

SUPERSPETTACOLO Un appuntamento costruito per polarizzare l’attenzione e gli ascolti, del resto i costi sono quelli di un superspettacolo (la spesa ammonterebbe a 5,8 milioni di euro, comprese le 12 puntate di Tutto Dante, in onda su Raidue ad aprile). Che gli ascolti siano destinati a fare un balzo, del resto, è indicato anche dal vuoto della concorrenza: film stagionati su Raitre, Canale 5, Italiauno, La7, telefilm su Raidue, il talk Quinta colonna su Retequattro.

Lunedì 17 Dicembre 2012