A Siena sanno che per il massone “il progresso esiste soltanto quando è associato all’etica”?

Immagine tratta da una mostra di materiali della Gran Loggia Massonica del Massachusetts

 

Scrivono i massoni (e non da oggi) sulle loro pubblicazioni ufficiali: “Il massone sa che il progresso esiste soltanto quando è associato all’etica; la crescita infinita in un mondo finito è un’assurdità tremenda”.

Mi è capitato di leggere proprio su una rivista ufficiale di una delle confessioni massoniche: “Ho letto le considerazioni finali del Governatore della Banca d’Ialia all’Assemblea Ordinaria del 31 maggio 2010: condivisione, equità e solidarietà le sue parole chiave. Mi piace! Mi ricorda qualcosa che diciamo spesso”.

Leggo inoltre sulla stessa rivista “che l’accesso alla conoscenza fa dell’iniziato un servitore dell’umanità, e non te la puoi cavare tanto facilmente. E perché l’economia doveva essere al servizio dell’uomo, e l’uomo, invece, è diventato lo schiavo dell’economia”.

Ora, poiché ricorro spesso alle parole e alle inchieste di Alberto Statera, per evitare di incappare nelle sue ire, lo cito sempre con precisione, non come fece Curzio Maltese che si prese una querela; leggete di seguito:

 

Gentile Signor

Dott. Curzio Maltese

Roma
Giangiacomo Feltrinelli

Editore s.p.a.

….

Oggetto: prossima pubblicazione de “I padroni delle città”.

Scrivo in nome, per conto e nell’interesse del signor Alberto Statera, da cui ho ricevuto incarico in merito alla questione indicata in oggetto.

Alberto Statera ha appreso con enorme stupore della prossima pubblicazione di un libro il cui autore è il dottor Maltese dal titolo “I padroni delle città”. In questo volume, infatti, sarebbero pubblicati, in tutto, in parte o per estratto, alcuni articoli comparsi a firma Alberto Statera sul quotidiano “La Repubblica”. Detti articoli sono parte di una inchiesta, parte a firma Statera e parte a firma Maltese, comparsa nei mesi scorsi. (vedi link)

 

Detto ciò, come apprenderete da alcuni brani tratti da articoli di Statera che pubblico di seguito, pare che a Siena vi sia la più alta concentrazione di massoni, che in Toscana dovrebbero essere 3.000 suddivisi in 110 logge.

Leggete le parole che riporto di Alberto Statera:

Chi c’è ancora tra i vostri? – chiede Pinotti al Sovrano Grande Illuminato [Giuliano Di Bernardo]. Lui, dopo un po’ di resistenza, lascia capire che vicino agli Illuminati c’è il banchiere Vincenzo De Bustis, oggi Deutsche Bank, l’uomo, considerato amico di Massimo D’Alema, che portò al Monte dei Paschi di Siena per un prezzo considerato allora esorbitante la Banca del Salento. […] Stefano Ricucci, furbetto del quartierino, quando i magistrati gli chiesero qualcosa sui furbetti del grembiulino […] sbottava: «Da quando ero piccolo così, lo sa tutta Italia che la massoneria… De Bustis, Caltagirone, Nattino sono tutti la massoneria» (La Repubblica 27.11.07).

«Un groviglio armonioso». Così, con immagine vagamente esoterica come gli compete, Stefano Bisi, presidente del Collegio dei Venerabili della Toscana – 110 Logge e 3 mila massoni del Grande Oriente d’ Italia – definisce Siena (vedi La Repubblica, 8.4.11)

Ebbene, posso affermare con sicurezza, io che ho conosciuto Randolfo Pacciardi, che questa volta il grande giornalista si sbaglia: a Siena di massoni non ne ho incontrato uno nei mesi della campagna elettorale del 2011. Di millantatori, tantissimi.

Oreste Grani

 

Immagine tratta da una mostra di materiali della Gran Loggia Massonica del Massachusett

Immagine tratta da una mostra di materiali della Gran Loggia Massonica del Massachusetts