Ritratti di amicizia

Il sentimento dell’amicizia è stato oggetto, nell’Umanesimo, di una grande rivalutazione. Leon Battista Alberti, per esaltare la “forza divina” della pittura, la paragona, ispirandosi a Cicerone, all’amicizia: il ritratto, come l’amicizia, rende gli assenti presenti e assicura ai morti lunga vita. Lo stesso Alberti dedicò all’amicizia scritti e riflessioni, e la propose come tema di un concorso di poesia, che si tenne nel 1441 nel duomo di Firenze. Agli inizi del Cinquecento, a Venezia, Pietro Bembo fonderà con altri amici letterati la “Compagnia degli Amici”, basata sulla solidarietà e il mutuo soccorso, fra le cui leggi era annoverata anche la regola che ognuno si facesse ritrarre su tavolette di pari dimensioni da conservarsi a guisa di libro. Oltre a tradursi nello scambio di ritratti o nell’Album amicorum (che poteva raccogliere, accanto a scritti autografi degli amici, anche ritratti in miniatura), il nuovo culto dell’amicizia portò molto presto all’elaborazione di un tipo particolare di ritratto, il doppio ritratto di amici. Il primo esempio di cui si ha notizia è menzionato in una poesia di Giano Pannonio del 1458, in cui l’autore loda il Mantegna per averlo raffigurato insieme all’amico Galeotto Marzio da Narni in un unico quadro, che avrebbe permesso loro di vivere per secoli e riposare ciascuno nel seno dell’altro benché separati da un’immensa distanza. Altri esempi si ritrovano nel Cinquecento, caratterizzati dall’enfasi posta sull’eguaglianza e l’interscambiabilità dei due personaggi ritratti, espressione dell’idea dell’amico come un altro se stesso. Il destinatario poteva essere uno dei due personaggi rappresentati, che così avrebbe continuato a vedersi al fianco dell’amico lontano, oppure un terzo amico. È questo il caso del doppio ritratto che Erasmo e Pierre Gilles decisero di commissionare a Quentin Metsys per farne dono a Tommaso Moro, affinché, come scrisse Erasmo, potessero essergli sempre vicini anche quando la sorte li avesse separati.

Il testo è tratto da: Elisabetta Gigante, Il ritratto, Electa 2011

 

Licio Gelli (al centro) e Giulio Andreotti (a sinistra) all'inaugurazione dello stabilimento Permaflex di Frosinone dello stabilimento Permaflex

Licio Gelli (al centro) e Giulio Andreotti (a destra) all’inaugurazione dello stabilimento Permaflex di Frosinone