Questa volta Silvio Berlusconi ha ragione: il complotto esiste ma …

Questa volta Silvio Berlusconi ha ragione!

E detto da me, non è cosa da poco. False modestie a parte, faccio mia l’affermazione di Silvio Berlusconi sulle regie occulte e sul complotto anti-italiano. Solo che, l’erotomane farneticante, ritiene di essere lui l’obiettivo della congiura ed, invece, si tratta di ben altro. Anzi, è stato il suo comportamento e dei suoi vari ministri della Difesa, Interni, Esteri, Giustizia (tollerati e facilitati nel loro agire dalla nomenclatura dell’ex PCI, poi DS, oggi PD) che, negli anni, ha reso possibile l’attacco al cuore dello Stato.

Il Paese è senza speranza perché durante la “dittatura” berlusconiana, i servizi di sicurezza, per troppi anni, hanno servito i suoi interessi e non quelli della Repubblica. Così facendo, ci hanno lasciato esposti al massacro e alla spoliazione ancora in corso. Le prove dell’alto tradimento sono infinite e già acquisite da tempo nei tribunali della Repubblica. Ne aggiungo una per tutte con il brano che segue preso dal libro di Piero Messina “Il cuore nero dei Servizi”. Queste pagine sono le prime di molte altre che ho selezionato. Unisco uno schema che facilita, se si vuole, la comprensione del groviglio putrescente che gli alleati piduisti di Silvio Berlusconi hanno generato.

diagramma

Io non sono nessuno ma ritengo di avere il legittimo diritto di chiedere al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, prima di ritirarsi a vita privata, di aiutare le autorità preposte a scoprire chi abbia ucciso Mario Ferraro, Paolo Adinolfi, Vincenzo Li Causi e molti servitori dello Stato di cui si sono perse le tracce e certezza delle circostanze in cui sono deceduti.

Signor Presidente, dia l’ordine di rimuovere i colpevoli e inutili segreti di Stato. Ci lasci un’eredità degna di questo nome. O il suo mandato, alla fine, sarà ricordato, ingiustamente, solo come quello dello scontro con Antonio Ingroia e con i magistrati palermitani. Magistrati che una parte non minoritaria del Paese, considera dei galantuomini.

Oreste Grani

Il cantastorie

Quasi a voler rinverdire la tradizione siciliana dei cantastorie, Elmo, nel maggio del 1996, chiede nuovamente di conferire con i magistrati e decide di raccontare altri spezzoni delle sue verità. I magistrati di Torre Annunziata raccoglieranno in totale quattordici pagine di verbale.

Elmo parla della scomparsa di Paolo Adinolfi e di Vincenzo Li Causi. Adinolfi è il giudice della Sezione fallimentare del Tribunale civile di Roma sparito senza lasciare traccia il 2 luglio del 1994. Un caso tuttora irrisolto.

Secondo Elmo, che ribadisce il suo rapporto di collaborazione con gli 007 del Sismi, il giudice sarebbe stato sequestrato e ucciso in un’operazione congiunta tra servizi deviati ed esponenti della banda della Magliana. Secondo il faccendiere, Adinolfi stava per raccontare al pm di Milano Carlo Nocerino i retro scena del crack della compagnia di assicurazioni Ambra.

Dai fascicoli della bancarotta sarebbero emersi infatti i legami tra la gang romana e i servizi segreti. Elmo parla di società fantasma utilizzate per comprare e vendere immobili alle aste giudiziarie e di un controllo a tappeto da parte di servizi deviati e criminalità organizzata per accaparrarsi società sul punto di fallire. Le parole di Elmo trovano un riscontro diretto in quanto dirà in seguito Nocerino, titolare dell’inchiesta sul fallimento della Ambra Assicurazioni, un crack da 200 miliardi di lire. «Adinolfi» racconta Nocerino nel giugno del 1996 «mi aveva telefonato verso la fine del giugno 1994, mi disse che aveva informazioni molto importanti da darmi. Io gli dissi di metterle per iscritto e mandarmele, ma lui precisò che non voleva parlarmi come giudice, ma soltanto come semplice cittadino. Ma qui non arrivò mai.»

Continua …