E infine ho fatto la grande scoperta dei grilli

Gabbia cinese per grilli in avorio

Gabbia cinese per grilli in avorio

 

E le gabbie per gli uccelli? Madonna, ci sarebbe stato da impazzire a collezionarle. Di una bellezza, di una bellezza! Fatte di bambù o di strani legni intarsiati, col gancio in ottone o in ferro battuto. Bellissimo!

La mattina era la mia gioia andare al parco a vedere tutti quei vecchi che dondolavano l’uccellino per far star bene lui, ma anche per far fare la ginnastica ai propri polsi. Poi attaccavano la gabbia a un albero e col primo raggio di sole l’uccellino cominciava a cinguettare in maniera stupenda.

… E infine ho fatto la grande scoperta dei grilli.

Falco: Infatti! lo della Cina mi ricordo soprattutto i grilli.

Tiziano: Sì, voi eravare bambini. Era bellissimo! Tu pensa, un popolo che dedica il suo tempo – Mao avrebbe detto che «spreca» il suo tempo, e in parte non aveva torto – ad allevare i grilli fuori stagione per poter sentire d’inverno, quando fuori nevica, la voce della primavera. Perché il grillo dove sta? Sta al caldo, in una piccola zucca vuota, che è la sua casa, nella tasca interna della tua giacca. Il tappo è d’avorio intarsiato o a volte anche di giada, bellissimo.

Tutti questi erano i divertimenti dei manciù.

 

Gabbia per grilli in argento e smalto cinese

Gabbia per grilli in argento e smalto cinese

 

Di nuovo, la cosa che mi affascinava era che i cinesi non prendevano la prima zucca dell’orto e la mettevano a seccare. No! Quando la zucca veniva fuori dalla terra la mettevano in uno stampo di argilla nelle cui due metà erano incisi dei simboli, così che la zucca, crescendo, premesse nei vuoti dell’incisione e quando si riaprivano le due metà lo stampo avesse impresso sulla zucca i caratteri della lunga vita o della felicità. Ma te lo immagini?

Alcune zucche invece venivano fatte crescere in forme perfettissime su cui poi venivano incisi con ferri infuocati paesaggi o scene di saggi nelle montagne. Tu, questa zucca la tenevi nella giacca e nel freddo della notte, mentre scrivevi una poesia o bevevi il tè nel tuo piccolo si he yuan, la tua casa col cortile, sentivi il cri-criii, cri-criii del grillo che ci stava dentro.

lo avevo tanti grilli, tutti di diverso tipo. Giravo sempre con un grillo in tasca. Avevo persino quello che si chiamava il jing- qualcosa, il più piccolo di tutti i grilli. Quasi non lo si vede ma quando canta fa un suono stupendo. Era così piccolo che non potevo nemmeno metterlo in una zucca o lo perdevo. Stava in una piccolissima scatolina d’avorio. Ogni tanto gli davi da mangiare, poi riavvitavi il coperchio.

E c’era tutta una vita attorno ai grilli. A casa c’era un puzzo a volte, perché bisognava allevare i vermi per dar da mangiare ai grilli, ti ricordi?

Folco: Ce n’era uno color giada che era di una bellezza! Quello però forse era una cicala.

Tiziano: Macché cicala! Era un grillo.

 

Gabbia per grilli in bambù cinese

Gabbia per grilli in bambù cinese

 

Folco: E poi c’erano quelli che combattevano.

Tiziano: Era bello! Lo senti come era affascinante? Si, poi mi interessai ai grilli da combattimento. I cinesi, come tutti gli asiatici, sono dei grandi scommettitori, dei giocatori d’azzardo.

Allora, corse di cani e tutta questa roba, e per giunta loro avevano inventato la lotta fra grilli. Nei vecchi tempi uno arrivava col suo grillo al mercato e quello combatteva contro il grillo di un altro.

Ma quello che mi piaceva non era tanto la lotta fra i grilli, dove uno finiva sempre morto morsicato; erano tutti gli aggeggi che appartenevano a questa attività. Primo, l’arena da combattimento, una piccola arena fatta di porcellana. Quella nera era per trasportare il grillo al mercato, al match; ma la lotta stessa avveniva nelle arene da combattimento, bellissime, azzurre, in cui tutti potevano guardare perché erano grandi cosi, come un piatto. Poi c’erano le case dei grilli da combattimento in cui tu li tenevi. Erano recipienti neri, ognuno con dentro la sua casina di porcellana, tutta dipinta, e con il suo abbeveratoio, piccinino piccinino, dove il grillo andava a bere. Sai, le case per le bambole? Queste erano le case per i grilli, per i grilli da combattimento.

Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio, Longanesi 2006

 

Gabbia per grilli in porcella giapponese

Gabbia per grilli in porcella giapponese