9/Imbarazzismi – Non c’è peggior sordo…

 

Dal delizioso volumetto “Imbarazzismi” di Kossi Komla-Ebri

La parte fotografica è una scelta estetica che ho desiderio di fare e che non voglio, ipocritamente, giustificare. È ciò che è. E basta.

Oreste Grani

 

Avendo pensato, mia moglie ed io, d’adottare un bambino africano, mi recai al tribunale dei minori per informarmi sulle modalità e l’iter legale da seguire.

Dopo aver girato su e giù per scale e scale, raggiunsi infine l’ufficio predisposto.

Prevenuto da precedenti esperienze con la burocrazia, mi accomodai pazientemente sulla mia sedia nel corridoio, aspettando il mio turno.

Quando infine fui introdotto, l’impiegata non mi degnò neanche di uno sguardo, intenta com’era a spulciare delle pratiche. Aspettai tranquillamente, fino a quando alzò gli occhi su di me dicendo:

«Dica!»

lo iniziai con:

«Volevo chiedere informazioni sull’ad .. .»

Ma lei senza ascoltarmi disse:

«Deve andare in questura.»

«Cosa c’entra la questura? Volevo solo …»

Mi interruppe di nuovo chiamando un altro impiegato dalla stanza contigua:

«Giorgio, vuoi sentire tu cosa vuole questo qua? lo non ci capisco niente!»

Feci tre respiri profondi per annegare l’adrenalina che mi stava già inondando tutto il corpo e dissi con calma:

«Volevo sapere come fare per l’adozione di uno straniero, perché…»

«Deve seguire la via regolare come tutti!»

«Appunto, è per questo che…»

«Perché cerca una corsia preferenziale per essere adottato?» Ci ho messo un po’ a fargli capire che non ero io a voler essere adottato, ma che volevo adottare.

Si sa che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.