Domani si vota in Israele. Pier Luigi Bersani è muto in politica estera. Cioè in quello che conta

Se è vero come è vero che la crisi economica che stiamo vivendo ha le sue ragioni e radici (come tutte le crisi che verranno) in una complessità internazionale (la globalizzazione, per intendersi) e che quasi tutto dipende da quanto accade nell’interazione tra la sfera economica, politica e culturale, rimango attonito rispetto ai silenzi con cui chi si candida a guidare l’Italietta affronta queste problematiche.

Politica estera: zero spaccato.

Il silenzio più grave di tutti è quello di Pier Luigi Bersani che, ritenendo di parlare a nome del 33% degli italiani che, forse, esprimeranno un voto (circa il 66% degli aventi diritto) cioè il 22/24%, non ci dice una sola parola di quello che pensa del mondo che “circonda” la piccola Italia.

Ad esempio, tra 24 ore si vota in Israele. A voi, sembra cosa da poco?

E se Benjamin Netanyahu (come io ritengo) non passerà il 30% dei voti espressi, quel provincialotto di Bersani ci può cortesemente dire cosa voglia, dire in termini pratici, concreti (come piace dire a lui) questo risultato per l’economia italiana?

Ci guarda, cortesemente, nelle palle degli occhi e ci spiega cosa accadrà?

Ci ricorda in che occasione ci ha parlato della possibilità che Mubarak cadesse?

Così di Gheddafi e di Ben Ali?

Ci fa qualche previsione, dopo che ha fatto un tour in Libia, sui nostri futuri rapporti con quel paese tenendo conto del fatto che abbiamo dovuto precipitosamente chiudere il consolato a Bengasi?

Ci dice cosa vuol dire per l’Eni e quindi per gli italiani e la loro pentola sul gas, la crisi in Algeria? La verità è che vuole guidare l’Italia ma è una “sega” inadeguata in quasi tutto e in modo particolare in questioni internazionali. Il quasi è legato alla conoscenza ottimale che, invece, ha del funzionamento del finanziamento pubblico ai partiti e delle ruberie negli enti locali.

Pier Luigi Bersani è un muto in politica estera. Cioè in quello che conta.

Quale è oggi la posizione in politica estera del futuro, secondo le sue illusioni, leader di questo Paese?

Di chi è amico, l’amico di D’Alema? Perché di chi è amico D’Alema noi tutti lo sappiamo.

Oreste Grani