Giuseppe Mussari e La Mongolfiera

Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi nella gestione Mussari. Quelli che ce lo hanno mandato, rimangono i peggiori

Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi nella gestione Mussari. Quelli che ce lo hanno mandato e facciamo finta di non vedere, per ora, rimangono i peggiori

Il documento che allego al post (in questi giorni tutti hanno documenti segreti da pubblicare) è il resoconto pubblico del Consiglio Comunale del 17 giugno 2009 tenutosi a Siena (vedi il documento pubblico).

Pochi giorni dopo, il 7 luglio, si svolge la segretissima  videoconferenza registrata tra il Presidente del Monte dei Paschi Giuseppe Mussari (a Siena) e Sadeq Sayeed il Presidente di Nomura (a Londra) alla presenza di alcuni stretti collaboratori. Il dialogo, come sapete, ha determinato le dimissioni di Mussari dalla presidenza dell’ABI.

All’apparenza i due eventi paiono di grandezza incommensurabile, due banchieri da un lato e i temerari consiglieri dei gruppi La Mongolfiera dall’altro, a chiedere a gran voce che, data la crisi economica, ci si impegnasse in una “significativa riduzione dei compensi del Cda [sia] dei massimi dirigenti, a partire dal corrente anno, in modo da lanciare un forte messaggio, sia etico che politico, in un momento così delicato per le famiglie e le imprese del territorio“.

Tra i consiglieri spicca il nome del Prefetto Vittorio Stelo.

Vittorio Stelo. Chi è costui?” La sua scarsa notorietà si giustifica per la riservatezza che questo fedele servitore dello Stato (fu direttore del SISDE dal 4 novembre 1996 al 30 settembre 2001) ha sempre saputo tenere. Come direttore del SISDE detiene il record di durata nell’incarico senza che nessuno abbia mai potuto avanzare dubbi sulla sua competenza e specchiata moralità; questo, nei servizi segreti italiani, è un vero record.

Ricapitolando, da un lato due banchieri, uno dei quali, Giuseppe Mussari, sospettato di frode a danno di 6 milioni di correntisti, dall’altro un integerrimo servitore dello Stato, Vittorio Stelo.

Voglio insistere sul fatto che Mussari non si è autoeletto né alla presidenza del Monte né a quella dell’ABI, bensì che qualcuno ce l’ha mandato. Chi? Lo vedremo certamente con la Commissione parlamentare  auspicata dal lungimirante Beppe Grillo, leader del MoVimento 5 Stelle.

Oreste Grani

L'agente X

L’agente X

Alcuni correntisti del Monte dei Paschi

Alcuni correntisti del Monte dei Paschi

“Al Prefetto e Consigliere di Stato

dr. Vittorio Stelo

Egregio dottor Stelo,

innanzitutto ci scusiamo di questa lettera, certamente difficile per noi, sia per il modo inusuale in cui prendiamo contatto con Lei, sia per il rilievo delle questioni che essa coinvolge. Questa nostra lettera vuole essere, infatti, una testimonianza della stima fortemente sentita per il Suo operato al servizio dello Stato democratico e, insieme, un primo passo della proposta di un’iniziativa che ci vede impegnati nella stessa linea di salvaguardia del corretto funzionamento delle istituzioni e della sicurezza dei cittadini.

Abbiamo seguito con estremo interesse le Sue attività nelle diverse amministrazioni pubbliche, vissute fin dagli anni Sessanta e attraverso stagioni particolarmente difficili, con le esperienze di prefetto, di presidente del Comitato per la sicurezza informatica, e il record dei cinque anni di direzione di un servizio di intelligence.

Così pure abbiamo seguito i Suoi interventi in varie sedi per illustrare principi e metodologie della sicurezza in uno Stato democratico – dove vogliamo citare in particolare una frase: «Tutti i diritti e le libertà non possono espletarsi se non agiscono in un sistema di sicurezza il più possibile garantito», e poi l’attenzione posta sulla sicurezza informatica nell’integrazione tra pubblico e privato, fino alla creazione di strutture di monitoraggio e analisi permanente dei dai, e ancora la concezione del settore delle comumcazioni come settore strategico «da tenere fra gli interessi fondamentali da salvaguardare» e che deve rimanere allo Stato «non in quanto gestione, ma soprattutto in quanto policy» (citiamo ancora dalle sue dichiarazioni).

Sono molte le affermazioni di metodo alle quali richiamarci con piena convinzione. Tra esse ricorderemo quelle relative all’esigenza prioritaria della formazione delle risorse umane, quelle sulla necessità della ricerca («Senza ricerca non si ha un futuro né una prospettiva»), e ancora quelle sulle responsabilità del top management nella cultura della sicurezza, o sul rapporto tra pubblico (a cui spettano le scelte politiche) e privato (a cui spettano la fornitura e la gestione del servizio).

Ma vorremmo qui sottolineare in particolare il Suo «credo molto nell’amicizia», associato alla dichiarazione impegnativa sulla lealtà contro il tradimento; e associato ancora ai valori e ideali ricevuti nella Sua formazione: «educazione e forza morale, rispetto delle regole, onestà e lealtà, spirito di sacrificio» (citiamo sempre dalle Sue parole) – cioè alle “virtù pubbliche” troppo spesso tenute in discredito. Crediamo che, quando si parla dell’“elemento umano” come snodo essenziale della sicurezza (secondo le Sue affermazioni tradotte nella pratica amministrativa), si intenda riferirsi – forse più ancora che alla necessaria competenza tecnica – proprio a queste virtù pubbliche, sulle quali si delinea, oggi, un discrimine netto dai “vizi pubblici”.

Non minore interesse rivolgiamo alla Sua azione nelle istituzioni pubbliche di Siena, azione ispirata al Buongoverno, grande tradizione ideale celebrata dall’arte di questa città: è la finalità alla quale si indirizza anche il nostro impegno per il rilancio di una funzione alta di Siena nella politica come nella cultura. Un altro terreno di rilievo, dunque, per il consenso e la comunità di intenti che vogliamo esprimere alla Sua persona, nella consapevolezza dell’urgenza che i problemi citati rivestono nel nostro paese.

Ci siamo dilungati su questi aspetti della Sua figura pubblica per introdurre il nostro progetto di una Fondazione che…. Essa pone a garanzia del proprio operato un Comitato Scientifico di alto prestigio, formato da personalità che avvertono l’urgenza di un intervento contro la pratica delle irregolarità e degli abusi nella gestione della cosa pubblica e nella convivenza civile. Mentre intende rivolgere la sua attenzione alla generalità degli interessi della società, a tutti i campi in cui può manifestarsi l’illecito, la Fondazione si occuperà in modo più specifico dei problemi della sicurezza – dello Stato, della collettività, dei singoli cittadini -, con riferimento all’organizzazione, ai metodi, alle responsabilità, ai controlli di questo ambito fondamentale per la vita democratica e, in primo luogo, alla formazione.

È nostro intendimento proporLe di partecipare a questa iniziativa come componente del Comitato Scientifico, che ci auguriamo vivamente accetti di presiedere, allo stesso titolo per la Sua competenza e per il Suo profilo pubblico. Ugualmente ci auguriamo di avere intanto il Suo giudizio sulla nostra iniziativa e, se sarà d’accordo con la nostra proposta, il Suo contributo per la composizione del Comitato Scientifico.

Le molteplici motivazioni che ci hanno indotto a scriverLe questa lettera richiedono evidentemente che il discorso appena avviato sia proseguito in un incontro …..”

Lettera a Vittorio Stelo

Lettera a Vittorio Stelo

I consiglieri comunali dei Gruppi de La Mongolfiera, all'epoca dei fatti (2009)

I consiglieri comunali dei Gruppi de La Mongolfiera, all’epoca dei fatti (2009)