Giuseppe Mussari non è certo il compagno Primo Greganti. Tantomeno Antonio Cicalini, Armando Fedeli o Giulio Seniga

È arrivata la notizia che potrebbe cambiare le regole della kermesse elettorale. E renderla una vera resa dei conti.

Signori “Pidiisti” (sarebbero i dirigenti del PD Bersani, D’Alema e Co.) in campana perché Giuseppe Mussari non ha la struttura mentale del compagno Primo Greganti o del gruppo dei “torinesi” di “Nuova Società” o, ancor di più, come spiegava Giulio Seniga quando parlava della Gladio Rossa “la cultura della partita doppia”.

Altri tempi, quando solo alcuni dirigenti sapevano “coltivare” questa fedeltà al partito ed in particolare Palmiro Togliatti, Pietro Secchia, Antonio Cicalini, Armando Fedeli e, lui stesso, Giulio Seniga. Giuseppe Mussari è senza formazione politica. Se le tracce elettroniche di cui ho parlato nei giorni scorsi e che ora sembrano essere state trovate porteranno a Londra, Madrid, Amsterdam proprio in quella dimensione culturale e geopolitica di sprovincializzazione sempre invocata nei convegni della fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema e Giuliano Amato, dovessero incastrare Giuseppe Mussari, sarebbe l’inizio del secondo tempo del film “Tangentopoli” che i dirigenti del PCI dell’epoca riuscirono a non far mai proiettare.

Giuseppe Mussari

Giuseppe Mussari

Un film che in troppi hanno voluto che fosse proiettato solo a metà.

Che sia arrivato il tempo del secondo Tempo? O ci troviamo di fronte alla proiezione di un altro lungometraggio: “Tangentopoli la Vendetta”?

Oreste Grani

DJANGO - Quentin Tarantino

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