Trent’anni addietro veniva assassinato dalla Mafia Giangiacomo Ciaccio Montalto: nelle parole di Leonardo Sciascia il monito a non dimenticare

Scrive, come io non saprei fare, Rino Giacalone su Liberainformazione a proposito del trentennale dall’uccisione del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto:

Seduta della Camera del 27 gennaio 1983. Da pagina 57200 dei resoconti parlamentari della VII Legislatura, è possibile leggere la reazione della politica nazionale dopo il delitto del magistrato trapanese Gian Giacomo Ciaccio Montalto, avvenuto appena 48 ore prima. Nella stessa seduta venne comunicata la nomina del senatore Lapenta a presidente della commissione d’inchiesta sul fenomeno mafioso. Ci volle il delitto del magistrato trapanese per fare smuovere quella commissione che era stata istituita molti mesi prima, nel settembre del 1982. In questa seduta una serie di deputati presentarono interrogazioni alle quali rispose in aula l’allora ministro dell’Interno, Virginio Rognoni. I deputati interroganti per i rispettivi gruppi furono Spagnoli, Occhetto, Violante, Ricci, Bacchi, Pernice, Spataro e Martorelli; Del Donno; Gianni, Milani, Crucianelli, Cafiero e Catalano; Bozzi, Labriola, Seppia, Fiandrotti , Susi, Sacconi, Ferrari Marte, Cusumano, Saladino, Amodeo, Felisetti e Andò; Mammì, Battaglia e Dutto; Lo Porto, Macaluso e Servello; Reggiani, Belluscio, Cuojati e Madaudo; Bonino, Sciascia, Corleone, Cicciomessere, Tessari  Alessandro, Teodori, Aglietta, Mellini, Faccio, Calderisi e Roccella; Casini e Gerardo Bianco; Boato, Pinto e Ajello; Rizzo, Galante Garrone, Baldelli e Galli Maria Luisa. Tutti sostanzialmente evidenziarono la gravità del fatto, chiesero di sapere che attività svolgeva quel pm, se si erano palesati pericoli per la sua incolumità e come furono affrontati dal Governo, semmai ne avesse saputo mai nulla. Inutile dire che la stampa in generale sapeva chi fosse Ciaccio Montalto tanto che appena pochi mesi prima della sua uccisione il magistrato era stato intervistato da Fausto Spegni giornalista di Tg2 Dossier all’interno di una puntata realizzata a proposito di lotta alla mafia.

Scelgo per onorare il servitore dello Stato caduto, di pubblicare la parte del testo stenografico della seduta del 27 gennaio 1983 relativa all’intervento di una mente capace come poche di investigare la complessità siciliana cioè Leonardo Sciascia.

Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia

PRESIDENTE. L’onorevole Sciascia ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per l’interrogazione Bonino n. 3-07349, di cui è cofirmatario.

Leonardo SCIASCIA. Ho constatato che tra la relazione che lei, signor ministro, ha oggi svolto qui e quella svolta al Senato vi sono delle differenze, per quanto riguarda il problema della scorta. Nel resoconto del Senato si legge che il magistrato non aveva confidato ad alcuno di avere ricevuto minacce e non aveva più richiesto una scorta. Oggi, sembra che lei abbia modificato…

Virginio ROGNONI, Ministro dell’interno. No; ho soltanto spiegato qual è il sistema, in astratto, attraverso il quale si perviene all’assegnazione di una scorta. Nella specie, ho ripetuto che il magistrato Ciaccio Montalto non ha richiesto la scorta, dopo che l’aveva rifiutata, e che richieste di protezione del magistrato da parte dei suoi superiori mai sono arrivate, attraverso la prefettura, al Ministero dell’interno.

Leonardo SCIASCIA. Quindi lei ribadisce quello che ha detto al Senato, cioè che non aveva confidato al alcuno…

Virginio ROGNONI, Ministro dell’interno. Così mi era stato detto!

Leonardo SCIASCIA. Invece, in un articolo pubblicato ieri su “Il Messaggero”, uno scrittore, che è persona molto seria, dice di aver ricevuto, otto anni fa, un invito a cena…

Virginio ROGNONI, Ministro dell’interno. Quindici anni fa! Questo giornalista ha detto, su “Il Messaggero”, che quindici anni fa, in relazione ad un certo processo che il giudice Ciaccio Montalto…

Mosaici Piazza Armerina

Mosaici Piazza Armerina

Leonardo SCIASCIA. Otto anni fa!

Marco BOATO. Non può trattarsi di quindici anni fa, perché quel giudice era entrato nella magistratura nel 1970!

Francesco CORLEONE. Il fatto risale al 1975, quindi otto anni fa!

Virginio ROGNONI, Ministro dell’interno. Chiedo scusa: mi sembrava di aver letto che la cosa era avvenuta quindici anni fa.

Leonardo SCIASCIA. Quindi, una sera, invita a cena una persona occasionalmente incontrata (anche se ne aveva stima come scrittore) e gli dice si sentirsi minacciato: se non lo ha detto ad alcun altro, è un fatto inquietante per me, perché ai suoi superiori, ai suoi colleghi, avrebbe dovuto dirlo. Avrebbe potuto, almeno: non le pare?

Virginio ROGNONI, Ministro dell’interno. No, non mi pare, perché quando si parla di minacce o intimidazioni di cui sarebbe stato fatto oggetto il magistrato, si fa riferimento a minacce e intimidazioni provenienti da un potere, cioè dalla mafia. Nell’articolo di quello scrittore, su “Il Messaggero” si riferisce che il giudice Ciaccio Montalto, avendo sostenuto la pubblica accusa in un certo processo di sette o otto anni fa, in relazione a fatti specifici che mi pare non fossero fatti mafiosi o altro, ma proprio in relazione a questa fattispecie, di cui si era occupato, aveva ricevuto da quella famiglia o dal »dintorno di quell’imputato delle minacce.

Leonardo SCIASCIA. No!

Mosaici Piazza Armerina

Mosaici Piazza Armerina

Virginio ROGNONI, Ministro dell’interno. Io ho letto così!

Leonardo SCIASCIA. No, non possiamo leggere due cose diverse trattandosi dello stesso articolo.

L’episodio si è svolto in questi termini: si sentiva minacciato dalla mafia che credeva fosse anche dietro quel processo. Quindi, il fatto che nel 1976 un magistrato – quando ancora non si uccidevano magistrati – si sentisse in pericolo, credo dovrebbe essere un elemento importante nelle indagini. Cioè non si parta dai fatti di oggi o di ieri ma si risalga un po’ più indietro.

Per quanto riguarda le sue dichiarazioni, devo dire che si tratta di frasi ripetute da anni in quest’aula tanto che il suo collega, ministro della giustizia, ormai parla della mafia come di un fatto fisiologico; ritengo invece che sia necessario guardarlo come un fatto patologico e lei che è ministro dell’interno deve guardarlo da medico internista.

Mi limiterò a raccontarle un episodio che potrebbe sembrare immaginario, quasi una parabola lampeggiante quanto quelle evangeliche. Anni addietro un piccolo industriale ricevette delle minacce e l’imposizione di versare 100 milioni di lire; naturalmente si rivolse alla polizia, la quale predispose un piano perfetto con appostamenti e con un sottufficiale nascosto nell’autovettura il giorno in cui l’industriale si doveva recare all’appuntamento con i ricattatori. Questi ultimi arrivarono e a colpo sicuro uccisero il sottufficiale, ferirono l’industriale, riuscendo poi a fuggire.

Dopo questo episodio l’industriale è andato a curarsi a Bologna ma ha ricevuto, anche in quella occasione, l’imposizione di versare non cento ma duecento milioni di lire; cosa che ha ragionevolmente fatto.

Lei è uomo troppo intelligente perché io le dica dove sta il clou della faccenda; ed è il chiodo su cui bisogna battere.

Mosaici Piazza Armerina

Mosaici Piazza Armerina

Di mio aggiungo ciò che ho scritto nel post “Sotto il Segno dello Scorpione. Oggi E il compleanno del Governo Monti” ripubblicandolo. È l’inizio di una necessaria riflessione su cosa sia stata Trapani in quegli anni e il Centro Scorpione.

Oreste Grani