Siena e il numero 17. Tutto è organizzato secondo il numero. Platone

Pinturicchio - Allegoria del Monte della Sapienza - Siena -Pavimento del Duomo

Pinturicchio – Allegoria del Monte della Sapienza – Siena -Pavimento del Duomo

La matematica è una disciplina molto vasta e non si può pensare di conoscerla tutta. Ciò che invece si può fare è esplorarla individuando un proprio percorso: le possibilità che ci si aprono davanti ci condurranno verso altre epoche, culture differenti dalla nostra e concetti che hanno stimolato la curiosità dei matematici e, passatemi il termine, dei filosofi per molti secoli. La matematica è allo stesso tempo antica e moderna, ed è stata edificata a partire da un’ampia varietà di contributi politici e culturali. “Tutto è organizzato secondo il numero” diceva Platone.

Gli avvenimenti senesi mi spingono a dedicarmi più che alla matematica a un suo “momento” cioè, la numerologia. Potete leggere di seguito un ragionamento su Siena e il numero 17. Fatelo a prescindere che siate contradaioli o cittadini del mondo.

Zero 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Zero 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

A dare una sua compiutezza all’opera che si presenta, ora, per i tipi de “I libri del Graal”, vogliamo però concorrere con una nota esplicativa sul valore simbolico-numerologico del numero 17: il numero appunto delle contrade di Siena.

Il 17, come è noto, porta male e, pertanto, è spesso escluso dalla normale numerazione dei caseggiati, abitazioni, camere d’albergo e via dicendo. Quando si evidenzia ai non senesi che le Contrade che corrono il Palio, a Siena, son 17, qualcuno, per i senesi inopinatamente, si tocca le parti basse.

Ed è tutto un errore. Già, perché, invece che menagramo, il 17 è un gran bel numero, almeno nella tradizione della stragrandemaggioranza dei popoli. È comunque capitato – nella antica tradizione latina – che il 17 sia da considerarsi infausto perchécambiando l’ordine delle lettere romane che lo compongono (XVII) si ottiene la parola VIXI, che vuoi dire “fui, vissi”, quindi “non son più” o “son morto”.

Number One 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Number One 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

La trasposizione delle lettere, come si vede, è dunque lambiccata se non addirittura arbitraria poiché da XVII a VIXI il passo non è né lineare né agevole, facendo sì che debba essere del tutto opinabile, quindi, la negatività del numero diciassette.

Da escludersi, poi, addirittura, questa negatività allorché si constati come la stragrande maggioranza delle interpretazioni numerologiche in tutte le altre parti del mondo e nelle diverse civiltà, che, questa scienza, conoscono, siano nettamente favorevoli alla interpretazione del numero 17 non solo come numero “fausto”, ma addirittura ambito: infatti già l’alchimista Sufi Gabiribn Hayyatan avvertiva, in un Sura del “Libro della Bilancia”, come ogni cosa di questo mondo sia, in effetti, legata al 17, giacché esso rappresenta la base stessa della “Teoria della Bilancia” e deve essere perciò considerato “il canone dell’equilibrio” (felicissima combinazione che viene cosi a riflettersi nella oggettiva validità dell’insieme delle nostre attuali Contrade).

Number Two 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Number Two 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Gli Sciiti veneravano addirittura il 17 perché vedevano in esso il numero magico di coloro che sarebbero “resuscitati”, dovendo ognuno ricevere una delle 17 lettere dell’alfabeto delle quali si compone il “nome glorioso di Dio”. I greci ritenevano il 17 numero fondamentale, in quanto vi ravvisavano le stesse componenti delle consonanti del loro alfabeto, che a loro volta si compongono di 9 mute e 8 semivocali. Gli ellenici ponevano quindi in relazione questi numeri con la teoria musicale e con l’armonia delle sfere: essi collegavano il 17 al 72 in virtù del rapporto che corre fra questi numeri, ottenendo così dal 17 (7+1) 1’8 e dal 72 (7+2) il 9 È questo un singolare e specifico rapporto che certamente si presenta nelle speculazioni aritmologiche dei greci stessi, tanto che il risultato torna costantemente sul piano grammaticale, musicale e metrico, così come è presente in quello cosmologico e magico. Se i numeri hanno, quindi, un valore ben preciso dal punto di vista escatologico, metafisico, esoterico e filosofico, come pensava Platone (per il quale i numeri erano non solo il più alto grado della umana conoscenza, ma anche e soprattutto l’espressione dell’essenza dell’armonia cosmica e di quella interiore), bisogna riconoscere e convenire che la qualità del 17 ben si addice, anche nelle sue molteplicità, alle Contrade del Palio di Siena poiché assumendo, in esse e per esse, un preciso accordo indicativo in rapporto al valore che il numero ha, le specifica e le precisa quali enti fausti e congeniali alla civiltà di cui son parte. Infatti conferma Giamblico che nel suo Discorso Sacro, Platone afferma perentoriamente: “Tutto è organizzato secondo il numero”.

Number Three 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Number Three 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Non si devono, in virtù dei canoni della magia e dell’esoterismo, usare i numeri a sproposito, poiché essi contengono forze sconosciute e nelle loro combinazioni celano messaggi cosmici e poteri arcani; San Martin credeva che i numeri fossero gli involucri invisibili degli esseri e ne regolassero non solo l’armonia fisica e le leggi vitali, spaziali e temporali, ma pure i rapporti con il principio.

Ora sarà facile notare, conosciuto il vero valore del 17 ed esorcizzato il suo controverso influsso latino, come la qualità positiva dei numeri relativi alle Contrade e al Palio, sia effettivamente in armonia con la “centralità” della festa, sol che si consideri che aggiungendo al 17 delle Contrade di oggi il 5 di quelle assorbite e non, quindi, scomparse, valide dunque come valore nascosto ma contenuto, si ottenga il 22 (non si deve considerare come Contrada autonoma la Quercia poiché mai, in effetti, si distinse dalla Chiocciola). Ora il 22 rappresenta “la manifestazione dell’essere» nella sua diversità e nella sua storia, vale a dire nello spazio e nel tempo, nella tradizione peul il numero 22 (0) significa “molto a lungo” e assume un aspetto di ordine sacrificale ed iniziatico: è la conclusione dell’Opera del Creatore, il “termine delle parole”, la cifra dell’Universo nella conoscenza mistica dei Bambara. Se al significato cosmologico e magico, positivo, del 17 si aggiunge ilvalore eterno (“molto a lungo”) del 22, bisogna riconoscere che le Contrade del Palio di Siena hanno un significato perennemente valido nel tempo e nello spazio, come sostanza etica e culturale di un popolo evidentemente “antico” Sena Vetus.

Ecco perché è possibile rintracciare nei 22 Trionfi dei Tarocchi la simbologia che le antichissime carte di Ermete Trismegisto (il mago del Duomo di Siena) rappresentano e facilmente rapportarla alle 22 entità della festa di Siena.

Che, poi, rami di piccola superstizione vera e propria, come l’apparizione negativa dei quattro verdi in piazza, gli scongiuri alla curva di San Martino, la posizione del bandierino della Torre del Mangia, la defecazione del cavallo in chiesa, le diverse interpretazioni della posizione delle bandiere nella Chiesa di Provenzano o al Duomo rispetto al Palio, ed altre cabale di stregoneria campagnola, come la temuta rottura nelle prove dello specchio che orna la spennacchiera, abbiano un loro posto nella credenza popolare è ovvio e naturale, ma si tratta di credenze basate su osservazioni ed esperienze varie, accadute nel corso dei secoli, e sulla validità delle quali è facile tanto credere, quando si avverano, quanto dubitare o negare, quando vengono, come spesso accade, sonoramente smentite.

Oreste Grani

Number Five 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Number Five 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

 

Number Six 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Number Six 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

 

Number Seven 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Number Seven 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

 

Number Eight 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Number Eight 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

 

Number Nine 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

Number Nine 1968 by Erté (Romain de Tirtoff) 1892-1990

 

 

 

 

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