Tinto Brass 80 anni da scomunicato

Il concetto di attrazione insieme con il suo contrario di repulsione è piuttosto problematico e ha stentato non poco ad affermarsi nella scienza. In un certo senso si potrebbe dire che a tutt’oggi esso non è interamente chiarito. Il principale ostacolo psicologico e filosofico che incontra consiste nel dover ammettere la possibilità di un’azione a distanza. Come può un oggetto esercitare una forza su un altro posto a distanza, senza l’ausilio di alcun intermediario?

Per lunga e quotidiana esperienza siamo abituati a non mettere in dubbio che quando vogliamo tirare verso di noi un oggetto dobbiamo usare le braccia, o un filo, o una corda; per respingerlo dovremo usare ancora le braccia, o un bastone, o quantomeno un getto d’acqua. In altre parole, è necessario che qualcosa di materiale congiunga noi con la cosa da attrarre o da respingere. Questa convinzione è talmente radicata nella nostra intuizione che, quando ci si trova dinanzi a una una palese violazione, attribuiamo l’azione all’oggetto che è attratto o respinto, non a quell’altro. Mi spiego subito. Quando diciamo che una persona è attraente o repellente, che intendiamo? Intendiamo almeno in linea di principio che chi le sta attorno sente il desiderio di avvicinarsi o di allontanarsi da essa; ma con le proprie gambe! Chi è attratto o respinto viene sollecitato ad agire e non a subire passivamente.

Ecco spiegato perché proprio in questo senso fu interpretato per secoli il più comune effetto di attrazione a distanza che abbiamo sotto gli occhi: quello della caduta dei corpi … femminili.

… Il corpo delle donne. Mi scuso con tutte le donne che mi hanno conosciuto e con quelle che non mi conoscono personalmente: non sono riuscito a trattenermi dal fare questa battutaccia.

Per farmi perdonare, la battuta è linkabile e porta al sito “IL CORPO DELLE DONNE” ideato e realizzato da Lorella Zanardo e ormai visitato e amato da milioni di donne. Segue un altro esempio della mia debolezza senile: amo Tinto Brass perché da 80 anni è scomunicato. Io da solo 65.

Oreste Grani

Di seguito trovate uno stralcio di un’intervista che oggi Il Fatto Quotidiano ha dedicato al grande regista ottantenne “amato dalle donne ma odiato dalle stronze”.

“Il culo è più onesto della faccia, ma a volte sono la stessa cosa”. Il regista Tinto Brass risponde così ai giornalisti del Fatto Quotidiano che lo hanno intervistato. Brass, la cui biografia è in uscita in primavera con il titolo “Brass the ass“, racconta  Alessandro Ferrucci e Malcom Pagani la sua vita da adolescente spesa tra i bordelli, il lavoro da regista, l’amore e le amicizie. Arrivato a quasi 80 anni, guai a chiedere al regista se prova “malinconia”: “All’ultimo che me lo ha detto, gli ho tolto il saluto”.

Sophia Loren

Sophia Loren

Brass parla della sua adolescenza, passata nei bordelli di Venezia, e dei rapporti difficili con la famiglia, che arrivò a cacciarlo di casa. Ma al cinema tutto è diverso:

“Sulle mie attrici non tolleravo intrusioni. Le sceglievo io, come facevo con la biancheria intima che indossavano in scena, ma non sempre ho realizzato i miei desideri. Ne La chiave avrei voluto Sofia Loren. Carlo Ponti sbottò: “Hai per caso lo sperma nel cervello?”.

Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli

Per La Chiave la scelta finale cadde su Stefania Sandrelli, l’unica che non abbia mai rinnegato il regista:

“Alla proiezione assiste senza dire una parola e fugge via. Penso sia rimasta disgustata e mi preparo al peggio. Poi leggo i giornali. Lei sfrontata, allegra: “Son felice di aver dimostrato di saper recitare anche con il culo”. Le voglio bene. È stata l’unica a non rinnegarmi. L’avrei voluta dirigere ancora.

La chiave, un trionfo, l’aveva resa irraggiungibile. Per il film le avevo corrisposto 16 milioni. La volta successiva me ne chiese 600. La mandai affettuosamente a cagare”.

Claudia Koll

Claudia Koll

Focoso regista, non ebbe mai storie con le sue attrici. Ma uno dei sogni di Brass era portare la “culologia” in televisione fin dai tempi dell’omaggio ricevuto in Mutande Pazze da Roberto D’Agostino. Poi parla della sua biografia, redatta da Caterina Varzi, amante, attrice, avvocato e musa del regista.

Brass the ass“, il “culo” in italiano, questo il titolo della biografia del regista in uscita in primavera. Dice Brass al Fatto:

Francesca Dellera

Francesca Dellera

“Il culo è più onesto della faccia, ma a volte il culo coincide con la faccia stessa. Poi guardate, il mio caso è strano. È come se il Cantico del culo avesse cancellato tutto il resto. Il cinema serio, la sperimentazione, la cultura, i miei inizi. Quando era direttore a Torino, Moretti mi chiamò per discutere del mio Chi lavora è perduto. Fu adorabile. Ci eravamo sempre combattuti. Avevo stroncato il Caimano e mi era scappato un giudizio poco benevolo sul suo cinema.

Cosa aveva detto?

Che aveva funzioni lassative. È stato spiritoso, Nanni. Come Sordi e la Vitti conosciuti nel ’64 sul set de Il disco volante, o le domeniche con Antonioni, tra il ping-pong e la gioia pura. Michelangelo era un amico fraterno, ma di cinema non parlavamo mai. Io consideravo Deserto Rosso soporifero e battute come “Mi fanno male i capelli” imperdonabili, ma gli volevo veramente bene”.

Serena Grandi

Serena Grandi