Siena, sempre più, “questione nazionale”

L’Italia di oggi è in una crisi complessa e articolata, che tocca ogni dimensione del vivere, che si esprime nella perdita di riferimenti morali e di autorità culturali, nella delegittimazione della politica e nell’inesorabile disgregazione del sistema civile e giuridico dello Stato di diritto, nella crisi dei partiti e del sistema di rappresentanza, nell’allontanamento sempre più marcato dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni. L’etica sociale è divenuta sempre più evanescente e i fondamenti costituzionali dell’identità nazionale sono ridotti ad astratta idealità, inapplicati in gran misura sul piano delle tutele.

Giudizio di Salomone - Guido Cadorin

Giudizio di Salomone – Guido Cadorin

Siena è una piccola città, in quanto a numero di abitanti, ma pur tuttavia una città strategica per il rinnovamento dell’Italia. Lo è sul piano simbolico, perché qui c’è il dominio di uno stesso gruppo di potere da oltre 60 anni; lo è sul piano politico – amministrativo, per l’alta concentrazione di enti e istituzioni assai decisivi per i destini dell’intero Paese: il Monte dei Paschi, una prestigiosa Università, un grande Ospedale, un immenso patrimonio culturale.

Un sistema di governo competente e lungimirante, con buoni amministratori e buoni controllori, e un efficace sistema di controlli, sono per ogni comunità civile il presupposto della stabilità democratica e della pace sociale.  E dunque, la situazione che vivono l’Italia e Siena fa appello ad una nuova alleanza tra le energie più qualificate del Paese, chiamate ad un’assunzione di responsabilità diretta per guidare il cambiamento etico, culturale, sociale, politico e legislativo, per un più coerente e completo riconoscimento della dignità delle persone e dei cittadini, nel quadro di una convivenza civile il più possibile capace di mediare tra i bisogni e gli interessi dei singoli e della collettività, in un processo di rinnovamento che parte dalle città e dal territorio, per acquisire in prospettiva dimensione  nazionale e planetaria.

 

Ipazia, nelle sue varie forme giuridiche, è nata con la finalità statutaria di assistere la comunità civile ed i responsabili della cosa pubblica nei processi di cambiamento, di riforma e di organizzazione, con progetti di ampio respiro culturale e politico, civile e democratico, al fine di valorizzare le migliori risorse morali, intellettuali e professionali del nostro Paese. Nasce per porsi al servizio della comunità secondo regole di sana e autentica democrazia, nel rispetto e per la piena applicazione dei principi costituzionali, in ossequio ai valori di uguaglianza, libertà e giustizia.

Ipazia ha, nella primavera del 2011 a Siena, promosso e organizzato, sul piano culturale, professionale, comunicativo, il progetto politico “Siena, questione nazionale”, con l’ambizione di scardinare un sistema di potere sclerotizzato e realizzare gli ideali di sana e autentica democrazia. Ipazia si era posta alla guida del processo di promozione del cambiamento, culturale, politico, economico e amministrativo, punto di partenza di un progetto politico, da estendere al territorio nazionale, che aveva di mira il risveglio dell’Italia dalle condizioni della crisi attuale.

Ipazia è uscita sconfitta da Siena, perché tradita, nella primavera del 2011.

Da quel momento, però, i fatti accaduti e quelli ancora in corso, le hanno dato piena ragione. E a noi di Leo Rugens questo basta.

Oreste Grani

Ipazia – Araba Fenice

Logo-ListaCivicaNAzionale--Ipazia