Senza la verità sul PD, Giuseppe Mussari e il MPS, le elezioni del 24 e 25 febbraio saranno “Irregolari”

Signor Presidente Giorgio Napolitano, col rispetto dovutole e che, sempre, anche da questo blog, le ho portato, le ricordo che Lei è a fine incarico e, come tutte le cariche in una Repubblica democratica, la missione è a tempo determinato. Voluta dal popolo e per il bene del popolo. Da mesi, come molti altri cittadini, rispettosamente, le chiedo di aprire gli armadi ministeriali e di rimuovere i segreti di Stato, per pacificare gli animi, abbassando i livelli di aggressività possibili tra gli italiani allontanando così l’ipotesi di una nuova guerra civile strisciante. Per Lei, che parla bene l’inglese, last but non least: servire la verità.

Lei ha taciuto su non pochi dei segreti a cui faccio riferimento nel mio blog e, viceversa, sia nella questione della trattativa Stato-mafia che ora per i delinquenti responsabili del saccheggio della più antica banca del mondo, si erge quasi a difesa degli indifendibili.

Ho pubblicato il giorno 30 gennaio 2013, nell’articolo Il Partito fa il Partito. La Banca fa la Banca. Pierluigi Bersani. Vero? Falso? Autentico!, una lettera (autentica) che, nelle sedi opportune, qualora fosse necessario e senza tema di essere smentito, dimostrerà che un alto dirigente del PD, collaboratore quotidiano di Pierluigi Bersani, era informato, da alcuni anni, del groviglio bituminoso che prendeva corpo intorno a Mussari. È inopportuno che la stampa italiana, già fragile di suo, accolga il suo monito “a non essere elemento di propulsione alla ricerca della verità perché questa missione confligge con la riservatezza necessaria delle indagini giudiziarie e il rispetto del segreto di indagine“.

Negli Stati Uniti, il presidente Barack Obama si sentirebbe fischiare le orecchie se osasse dire cose del genere. Anzi, le orecchie gliele tirerebbero.

Colgo l’occasione per ribadire, da cittadino messo in gravissima difficoltà proprio dall’agire malsano del MPS come banca, dal gruppo di potere dittatoriale di origine comunista che da 60 anni considera Siena cosa propria, dalle false massonerie toscane che ciò che sta accadendo, grazie alla sacrosanta magistratura obbligata, dall’azione di rottura del vaso di Pandora da parte del pool dei giornalisti de Il Fatto Quotidiano, è forse più importante delle elezioni politiche stesse di prossimo svolgimento.

Sicuramente senza la verità su quanto Mussari e compagni hanno fatto (negli Stati Uniti, che torno a citare, si beccherebbero 150 anni di carcere per gli stessi reati che qui qualcuno vuole che non siano raccontati dalla stampa) è inutile andare a votare.

Oggi è l’anniversario della battaglia di Stalingrado e Putin, mandante di assassinii e sparizioni di giornalisti, ha delle nostalgie pubbliche di Stalin e di quel regime. Lasciamo a lui e al suo amico Berlusconi che vorrebbe ispirarsi a un Mussolini presunto positivo, questo tipo di pensieri. Dio li fa e poi li accoppia.

Signor Presidente non si faccia tirare la giacchetta da cattivi consiglieri e ci conceda di chiamare ladri i ladri e i funzionari dello Stato collusi con la mafia, traditori.

Oreste Grani