Ora, grazie all’onesto Umberto Croppi, ritengo di sapere perché il comune di Roma non ha i soldi per gli invalidi e i pensionati in difficoltà

La Fura dels Baus - Dreams In Flight

La Fura dels Baus – Dreams In Flight

Nei miei post precedenti:

Alemanno o Marchini: dalla padella alla brace

Alemanno è la padella, Marchini sarà la brace?

Il grado di attendibilità di una fonte è tutto. E Umberto Croppi è altamente attendibile  mi sono riferito a un dilemma tra padella e brace.

Per ora continuo ad interessarmi della padella Gianni Alemanno.

Leggo e rileggo incredulo le pagine 325 e 326 del libro autobiografico di Umberto Croppi “Romanzo Comunale”. Croppi, come ricorderete è stato assessore alla cultura del comune di Roma con il sindaco Gianni Alemanno: “… Per il 2009-2010 Croppi comincia a premere, con buon anticipo, per un cambio di rotta. Agli inizi di settembre infatti un suo collaboratore ha appena riscontrato una proposta ad hoc per Roma di un Capodanno movimentato dalla Fura dels Baus. È un progetto fantastico. Basterebbero un po’ di curiosità intellettuale e un pizzico di conoscenza, anche orecchiata, della scena contemporanea per non farselo sfuggire. Non è necessario leggersi la pagina 434 del Dizionario dello Spettacolo del ‘900 ma basta dare una sbirciata su Wikipedia per farsi un’idea del rilievo di un gruppo straordinariamente innovativo, capace di fare uno spettacolo di grande raffinatezza estetica, ma anche di coinvolgere masse di pubblico.

La Fura dels Baus

Insomma uno spettacolo da capitale europea. La scemenza di definire tale proposta “di nicchia” ha origine solo dall’ignoranza. Per due anni furono bruciati altrettanti splendidi progetti sight specific per la città, che avrebbero avuto un impatto di pubblico e di comunicazione internazionale certamente migliore rispetto ai concerti, e soprattutto una qualità infinitamente superiore a un costo pari a un terzo di quello che poi si impiegò. Ma Alemanno era nel pieno della sua tarda deriva concertara, tanto che, a un certo punto, si era fissato di realizzare quattro mega concerti rock nelle periferie tra l’estate e l’autunno. Grazie a Dio, almeno di questo, non se ne fece nulla. Verso fine 2009 però scoppiò il suo grande amore per Antonello Venditti.

“La cosa quasi divertente è che faceva tutto di nascosto da me, forse perché conosceva il mio giudizio sul concertone di Capodanno. E io fui felice di starne lontano, lasciando tutto in mano alla segreteria del sindaco e all’ineffabile Turbolente. I concerti di Venditti e Baglioni costarono quasi un milione di euro. A me restava solo l’imbarazzo di fare spallucce quando qualche impresario mi veniva a chiedere come mai avessimo speso tanto per manifestazioni che lui ci avrebbe potuto fornire a meno della metà. Vallo a sapere”.

La Fura dels Baus

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Tra le righe, io ci leggo che il denaro pubblico è stato usato con eccessiva leggerezza. Se non malversato. Se non “steccato”. Quando la Procura di Roma avrà tempo anche per questi fatti che possono sembrare marginali, vedrete che verremo a sapere chi si è ingrassato. Intanto rimango fermo con il pensiero che va a mia suocera, deceduta senza che le fosse consegnato il contributo per il 2010 e 2011 del comune di Roma per l’affitto di casa dovutole in quanto invalida al 100% e con la pensione al minimo. Una sola cosa mi consola: mia suocera non ha e non avrebbe mai votato Alemanno.

Oreste Grani

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