Sior Paron: «Cosa farai per noi?» Beppe Grillo: «Tu industriale ti devi fare eleggere e poi vai in Parlamento e vediamo se sei capace di governare come noi»

Statue di cera in allestimento nel Museo di Madame Tussauds

Statue di cera in allestimento nel Museo di Madame Tussauds

Ecco il momento che aspettavo, ci siamo.

Dopo che a Roma il Prefetto ha scaricato sulla questura la questione dell’assegnazione di Piazza San Giovanni per la chiusura dello Tsunami tour, di fatto voltando le spalle a un attonito PD (e forse è meglio così perché si sarebbe trovato la piazza vuota) oggi tocca agli imprenditori del Nord est voltare le spalle alla Lega, sancendone la auspicata fine, o quasi.

Me lo ripeto da giorni, se il Paese, nelle sue mille rappresentanze e istituzioni incomincia a sostenere il MoVimento 5 Stelle, il cambiamento diventa possibile. Solo se l’appoggio, da popolare diventa “istituzionale”, Beppe Grillo sarà riuscito a ottenere ciò che spera: lo scardinamento di una classe dirigente politico-istituzionale incapace e irresponsabile.

In ciò potrebbe arrivargli un aiuto, forse non sperato, dal costume nazionale ben descritto da Tommasi di Lampedusa, che va sotto il nome di gattopardismo. Così, questi ultimi giorni di campagna elettorale o i mesi seguenti alle elezioni potrebbero diventare un lungo e auspicato 8 settembre-25 Aprile.

Dionisia

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Lo tsunami tour fa tappa nel Nordest.
E Grillo prova a sedurre gli imprenditori

 Il leader del Movimento 5 Stelle a Treviso, Vicenza, Verona. Incontra gli industriali e li striglia: “Fate proposte e candidatevi. Anch’io potevo starmene a casa”. Nuovo attacco alla stampa: “Ignorati da tv e giornali”

Nelle piazze a caccia degli indecisi. Un faticoso tour elettorale con una media di due o tre comizi al giorno. Beppe Grillo è in Veneto per conquistare l’elettorato deluso dal centrodestra: Treviso, Vicenza e Verona. Nelle prossime ore sarà in Trentino Alto-Adige. Un viaggio per portare dalla sua parte anche gli imprenditori del Nordest. A Treviso ha incontrato gli imprenditori oltre un centinaio di industriali della Marca trevigiana. Un appuntamento per illustrare il programma del suo partito, ma anche per chiedere proposte concrete. Grillo, alla fine, li ha strigliati: “Chissà cosa mi aspettavo. Non è successo niente”, ha detto, commentando l’incontro. Pensate, mi chiedono tutti ‘se vai al governo cosa farai per noi?’. Devi dirmi invece tu cosa intendi fare per la tua categoria. Tu industriale ti devi fare eleggere e poi vai in Parlamento e vediamo se sei capace di governare come noi”. “Anch’io potevo starmene a casa invece mi sono alzato perché mi sono detto che devo restituire qualcosa a questo paese”. E ancora: “Falliscono 35 aziende ogni giorno, 650mila negli ultimi anni, le pmi delocalizzano in Svizzera e Slovenia – ha detto -. Bisogna sedersi assieme e avere un’idea, un’idea del mondo, non della politica”.

A parte le “bacchettate”, il leader di Cinque Stelle ha comunque spiegato agli industriali il suo programma per l’impresa: la cancellazione dell’Irap, la defiscalizzazione degli investimenti e l’obbligatorietà di un’esperienza diretta dello studente, finita la scuola,nel mondo della produzione. Con molti sembra essere scoccata la scintilla. “Ci aspettiamo molto da lui”, dice Massimo Colomban, l’uomo che ha costruito un impero con la sua ‘Permasteelisa’, ora finita sotto il controllo di un fondo giapponese.

Grillo batte scientificamente i territori che prima erano territorio del centrodestra. A Vicenza come a Treviso, o a Padova, è stato sempre un bagno di folla. Tanta gente che da queste parti si vedeva solo negli anni d’oro di Bossi e delle promesse di secessione. In Piazza dei Signori, a Vicenza, ripete che il suo partito  è ormai il primo in Italia: “Noi senza una lira siamo diventati la prima forza politica”.  “Vogliamo la chiusura di Equitalia e l’impignorabilità della prima casa”. Interrotto da un suono di campane Grillo ha alzato gli occhi al cielo avvisando “arriveremo anche lì”. Intanto, nonostante le tv seguano quotidianamente lo tsunami tour, su Facebook e twitter il Movimento continua ad accusare la stampa: “Giornali e tv ci ignorano”.

(09 febbraio 2013)

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