Giuseppe Mussari viene interrogato mentre in città si sente il ruggito liberatorio della Diana, fiume carsico di Siena

Nella primavera del 2011 a Siena, nel nome di Ipazia, ho, aiutato da tanti collaboratori intelligenti e onesti, provato a tradurre, in un agire coerente per il bene della società civile italiana, le parole, sapienti e profetiche di Mario Luzi. Ancora una volta, prima dell’interrogatorio di questa mattina di Giuseppe Mussari, voglio ricordarle …

Mario Luzi

Mario Luzi

Affido questi pensieri al web per non consentire agli spergiuri calunniatori di continuare a fare il male. Ringrazio di questo l’elettronica, figlia del primordiale silicio e della genialità di Alan Mathison Turing. Oggi sono ancor più grato alla sensibilità ideativa delle artiste grafiche che hanno disegnato il simbolo di Ipazia Preveggenza Tecnologica dandogli forma di Nautilus, immagine privilegiata di complessità. La complessità infatti è ragione profonda e superiore, che segue percorsi carsici e labirinti articolati, e rifugge da semplicismi e antagonismi, perché è ambiziosa e capace di integrare i diversi, gli opposti e perfino i contraddittori, in un complesso armonico e creativo.

A presto…

Oggi ricordo che l’armonia è e deve essere compagna della tolleranza e della prudenza, perché è compagna della libertà, e libertà significa potersi esprimere in modo diverso da chi detiene il potere di espressione. L’armonia è anche Dea esigente e oggi pretende un’azione riparatrice.

Soffocata l’ipotesi di una rivolta civile elettorale, nella primavera del 2011 a Siena, la “complessità” sta per irrompere, novella Diana (il fiume mitico e carsico di Siena), nel centro di piazza del Campo e, con un’onda liberatoria, spazzare via tutto il marciume.

Nel mio sogno, ispirato da Mario Luzi, Siena doveva essere il luogo della rinascita nazionale. Per la cecità e la cupidigia di alcuni, è andata diversamente. Proposi a Pierluigi Piccini, offrendogli i consigli e le visioni strategiche di Ipazia, di far guidare la città da intelligenze e spiriti capaci di uno sguardo alto, non strabico ma pantocrato, non di destra, di sinistra o di centro, ma di destra, di sinistra e di centro. Universale quindi.

A questi intendimenti Pierluigi Piccini e i senesi di cui si circondava, risposero facendomi trovare candidato alla carica di sindaco della città l’improbabile Gabriele Corradi, lo strumentalizzato Alessandro Nannini da contrapporre, in una burletta da palio truccato, all’ossequioso funzionario del partito Franco Ceccuzzi. Inutilmente chiesi di incontrare gli esponenti del Movimento 5Stelle che erano agli esordi a Siena ma, certamente, rappresentavano il futuro. I furbacchioni locali non mi fecero, come ho già detto, mai vedere il signor prefetto Vittorio Stelo o il signor generale Luigi Del Gaudio da cui mi sarei fatto informare onestamente sugli intrecci del groviglio bituminoso ormai putrescente.

L’Italia in quella elezione che sembrava interessare solo 50.000 cittadini aventi diritto al voto su 50.000.000, perse un treno. Ora dobbiamo solo sperare che i surfisti del M5S di Beppe Grillo, cavalcando l’onda dello tzunami, le diano l’opportunità di non morire.

Ciao ciao Giuseppe Mussari!

Oreste Grani