Il Festival di Sanremo e la difesa della musica quale forza propulsiva di una strategia culturale nazionale

Questa edizione del festival di Sanremo che prevede la recitazione di un testo a più voci tra l’intelligente Luciana Littizzetto e il saggio Fabio Fazio, mi è sembrato camuffare, sotto la veste di più vestiti e con l’apparente solo proposito di un divertimento mondano e di spettacolo fine a se stesso, una qualche forza dei cambiamenti, i quali dovevano tendere a una certa altezza morale concorrendo così (indirizzato com’è il festival a un vastissimo pubblico di milioni di spettatori per più giorni) alla trasformazione del teatro sanremese, da vetrina esaltante la superficialità e i vizi italiani, in un luogo di virtù.

Volontariamente o involontariamente, gli autori e gli interpreti di questa grande recita, si stanno facendo carico di un necessario passo sulla via della Saggezza. Via che il Paese, in qualche modo, deve ritrovare, dopo un ventennio di volgarità e di atteggiamenti continui di profanazione di tutti i valori umani.

Come avviene nel gioco dei tarocchi, costituito da “arcani maggiori e minori”, nel quale ogni carta posata sul tavolo rappresenta in qualche modo un passo verso un vero e proprio reticolato labirintico dal disegno rigorosamente geometrico, queste serate sembrano volerci condurre sulla strada di una ritrovata Sapienza dove, ovviamente, c’è posto anche per l’irrazionale e l’irraggiungibile, rappresentato dalla “gigantesca” capacità di sedurre interpretata da quella donna naturale e familiare che è Luciana Littizzetto.

Lei vera luce necessaria, in questi momenti bui, per la ricerca di nuove utopie verso le quali, anche e soprattutto aiutati dalla musica, gli uomini sentono il bisogno di navigare (come hanno fatto nei secoli) alla ricerca dell’isola che non c’è.

Musica e Luce è ciò che emerge dallo spettacolo sanremese. E ne voglio parlare prima del risultato della gara canora che non mi interessa, in quanto tale. Quando sarà noto il verdetto, ciò che doveva essere fatto sarà già stato fatto. Alcuni autori non sono Mozart o Beethoven ma è come se tutti stessero cercando con i loro componimenti artistici, una nuova Luce e una nuova Gioia.

Luce e Gioia che ho già riconosciuto e segnalato nel dire e nel fare di Roberto Baggio. Forse, sta tornando una stagione feconda.

Oreste Grani

 

Trovate di seguito un approfondimento sul tema della musica. Anche questo breve saggio, come altri che ho già pubblicato, è scelto tra i materiali didattici della scuola che ho ideato per formare analisti di Intelligence Culturale.