Beppe Winston Grillo – “Ci aspettano cinque anni di lacrime e sangue”

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ARRENDETEVI

Dal 1994 si sono succeduti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e seguenti personaggi:

Berlusconi Silvio,

Dini Lamberto,

Prodi Romano,

D’Alema Massimo,

Amato Giuliano,

Berlusconi Silvio,

Prodi Romano,

Berlusconi Silvio e

Monti Mario.

Lunedì sera, il popolo italiano e il mondo intero, grazie al voto liberamente espresso dai suoi cittadini elettori, avranno finalmente un quadro chiaro della drammatica situazione nella quale si trova il Paese.

Per dirla come Gramsci, il vecchio ordine sta morendo (è già in coma, ha la congiuntivite o se ne va all’Ambra Jovinelli – Bersani Pierluigi – a farsi omaggiare dal “prodigo” Nanni Moretti) e il nuovo stenta a nascere, sicché è lecito temere colpi di coda o la nascita di mostri.

La paura è un sentimento protettivo, a patto che non diventi una scusa per rifugiarsi nel vecchio, nello scontato, sopratutto se il vecchio ha i nomi che ho elencato.

Il nuovo spaventa, non c’è dubbio, soprattutto quando prospetta ai cittadini già spaventati dalla crisi, “cinque anni di lacrime e sangue” (personalmente ne vedo dieci). Ecco, queste parole di Grillo-Churchill (un nome che fin da bimbetto mi emozionava per la determinazione e per la capacità di avere creato la più grande e contraddittoria alleanza mai vista al mondo al fine di abbattere il nazi-fascismo, il peggior mostro che la morte del vecchio abbia mai generato sotto il cielo) sono parole che la maggioranza degli italiani non ha ancora ascoltato e che non ha voglia di ascoltare.

Se il vecchio, la partitocrazia sta morendo o è già morta, la responsabilità maggiore è all’interno della cerchia dei partiti e di quanti li hanno sostenuti economicamente, amministrativamente, culturalmente e istituzionalemente accettandone vigliaccamente i ricatti o i favori.

Se i cittadini elettori, d’altro canto, sono responsabili di avere dato il loro voto a codeste piccole figure, a mio modesto parere hanno una ben minore responsabilità, quella di avere creduto a promesse e lusinghe e ceduto, spaventati, a minacce.

Lunedì sera apparirà chiaro a tutti che il nuovo sta irrompendo e il nuovo ha facce sconosciute di donne e uomini giovani e perbene, impegnati, ingenui forse, determinati a uno scontro mortale con il vecchio che ha tenuto in ostaggio la Repubblica, la Costituzione, il Diritto, la Libertà e la Felicità per troppi decenni.

Dionisia

Altri stretti e altri mari ci aspettano

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