Stefano Galli, leghista, è nei guai. Per Maroni Roberto detto Bobo comincia bene

Stefano Galli non è stato né candidato né rieletto alle elezioni regionali [lombarde]. Stando alle indagini dei pm, inoltre, l’esponente leghista, quando era capogruppo del Carroccio, ha affidato a suo genero (un operaio che ha come titolo di studio la terza media) una consulenza per la «valutazione dell’attività legislativa attinente i rapporti tra Regione ed enti locali, con particolare attenzione alla provincia di Lecco a supporto dell’attività del consigliere Stefano Galli». Per un valore di oltre 196 mila euro in due anni. Da qui l’accusa di truffa e la notifica da parte dei militari della Guardia di finanza milanese del decreto di sequestro disposto dal gip e relativo, da quanto si è appreso, a due appartamenti di Galli e ad uno del genero, tutti collocati, a quanto pare, in Valsassina (vedi articolo completo Lettera 43).

A urne calde, a vittoria appena anunciata, Chiara Valori, gip di Milano, regala al Maroni Roberto detto Bobo il sequestro di tre appartamenti dell’ex capogruppo regionale della Lega, Stefano Galli, e del genero, per truffa aggravata per erogazione indebita di fondi pubblici. Galli, già indagato per peculato in merito ai rimborsi illeciti al Pirellone, avrebbe dato al genero una ‘finta’ consulenza per quasi 200 mila euro.

Robetta, rispetto ai soldoni (milioni) che si sospetta siano passati da Orsi al padano mordace Maroni, e se il buon giorno si vede dal mattino io aggiungo «dura minga non può durare».

Auguro ai lombardi timorosi di cotanto statista di non stracciarsi le vesti ma di rimboccarsi le maniche e preparsi a nuove elezioni, nel segno delle 5 Stelle.

Dionisia

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