Il 23 marzo 2013, scatenare la piazza violenta costerà a Berlusconi meno di 3 milioni. A noi il dovere di fermarlo.

Chi sa di me e della vicenda di Ipazia Preveggenza Tecnologica, sa che, da anni, parlo, a proposito di Silvio Berlusconi e di altri esponenti della sua organizzazione, di comportamenti che configurano l’alto tradimento e l’attentato alla Costituzione. Mentre i suoi pseudo avversari politici, nella messa in scena prevista dal loro essere “ladri di Pisa”, cercano di addebitargli abitudini sessuali (gravi per motivi di sicurezza nazionale come ho avuto modo di dire altre volte), io ho sempre ritenuto doveroso, un giorno (e quel giorno è arrivato) accusarlo pubblicamente di aver tradito il dettame costituzionale, negli episodi di corruzione (3 milioni al reo confesso De Gregorio), ma, in politica estera, con Putin e Gheddafi, di aver tradito la Patria.

L’accusa quindi dovrà essere: alto tradimento.

Ma è difficile essere fermi nelle denunce se si è collusi, tramite un qualunque Denis Verdini ad esempio, nella gestione della città di Siena e nell’accogliente e protettiva banca MPS! Perché questa messa sotto accusa avvenga ci vuole l’onestà dei giovani neo eletti M5S.

Inoltre, il mio consiglio è di non sottovalutare, il tentativo eversivo che si cela dietro la convocazione della piazza da parte del PDL il 23 marzo 2013. Temo che vedremo all’opera truppe pronte, per meno di 3 milioni, a compiere atti violenti e destabilizzanti la già esausta Repubblica.

Oreste Grani