Disdire l’acquisto degli F35 come ha annunciato il M5S e tutelare l’interesse nazionale in politica estera con scelte strategiche

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È l’ora della mitezza, dell’umiltà, della cultura come armi strategiche per salvare l’Italia.

È l’ora dei gesti gentili, dolci, quasi fanciulleschi. “Gli si poteva attribuire una dolcezza quasi fanciullesca” così si esprimeva Giuseppe Mazzini riferendosi a Goffredo Mameli (quello dell’inno), morto all’età di ventun anni nella difesa della Repubblica Romana del 1849.

Gentilezza quesi femminea è quella di Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi, quando si reca in visita a casa di Manzoni a Milano nel marzo 1862, dove, scendendo dalla carrozza, gli dona un mazzo di fiori viola, colore simbolico dell’arte cristiana dell’essere umili.

La dolcezza e l’umiltà in molti eroi risorgimentali si associa alla disponibilità, all’auto sacrificio e alla fermezza in battaglia. La gentilezza e il dono sono segni di forza nei momenti drammatici. Mi sono lasciato andare a questi pensieri intimistici perché voglio introdurre, con i modi che il web consente, una proposta che appare quasi un gesto da “mazzo di fiori viola” ma che ritengo, se fatto precedere e seguire da comportamenti coerenti, potrebbe riaprire una stagione autorevole e feconda di politica estera per la nostra stremata Italietta.

Senza politica estera e senza proposte strategiche che mirino alla convivenza civile e ad abbassare i livelli di aggressività internazionale, l’Italia è senza speranza.

Vengo all’antefatto e poi alla proposta.

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Sesamo: un acceleratore di particelle per la pace in Medio Oriente

Nel 2015 entrerà in funzione in Giordania un sincrotrone che metterà insieme scienziati di paesi nemici.
[…] Utilizzando il sincrotrone, gli scienziati lavoreranno nel campo della fisica delle particelle, della medicina nucleare, della biologia e anche dell’archeologia. Nell’ultimo meeting, Israele, Iran, Giordania e Turchia hanno messo sul tavolo cinque milioni di dollari ciascuno, mentre altrettanti saranno garantiti dall’Unione europea tramite il CERN per mettere a disposizione del sincrotrone il sistema magnetico necessario per accelerare le particelle nei lunghi tubi circolari.

Un successo politico, prima che scientifico – Il nome non è scelto a caso. “Sesamo”, in originale Sesame, sta per “Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East”, ma è anche un omaggio alle Mille e una notte, dove Ali Babà apre la caverna dei tesori con la formula magica “apriti, sesamo”. Analogamente, il sincrotrone aprirà agli scienziati mediorientali le porte di un mondo segreto ricco di tesori. Per molti, il tesoro più grande non è però di natura scientifica. Il progetto Sesamo è infatti già un successo: mettere insieme centinaia di scienziati provenienti da paesi tra loro rivali dimostra che in ambito scientifico è possibile ignorare le diffidenze politiche. Iran e Pakistan non hanno rapporti diplomatici con Israele, così come Cipro non li ha con la Turchia, mentre le relazioni tra Iran e Israele e tra quest’ultimo e la Palestina sono ben poco amichevoli. Eppure, ora lavorano tutti gomito a gomito per portare a termine i lavori del sincrotrone. Per alcuni di loro, è stata la prima occasione di incontrare persone di nazioni “nemiche”. E hanno scoperto che anche loro parlano la stessa lingua: quella della scienza (vedi articolo completo).

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L’antefatto è per tutti.

La proposta concretissima è indirizzata ai parlamentari del M5S perché la facciano propria:

nell’ambito dell’annullamento dell’acquisto degli F35, si destini il valore anche di una sola di quelle macchine costruite in funzione di morte e lo si doni al progetto “Sesame” dal costo complessivo di circa 110 milioni di dollari (un solo F35 costa di più dell’intero sincrotrone). Questo gesto porrà l’Italia al centro di un ragionamento che va spiegato in un incontro internazionale, da indire, subito, a Roma, nelle prossime settimane e che rivelerà tutta la sua carica utopica atta a riedificare, dalle macerie attuali, la casa della diplomazia futura italiana.

La pace, in Medio Oriente, può passare per la scienza. Si potrebbe affidare al prof. Giorgio Paolucci, responsabile dei Rapporti internazionali della Elettra di Trieste, il compito di spiegare ai colleghi il significato di questo gesto.

Un autorevole convegno sulla luce si dovrebbe tenere nel 2014 nell’ambito di un rilancio del ruolo del Festival dei Due Mondi che così potrebbe ritrovare la funzione che ha svolto per molti anni grazie al sostegno di imprenditori illuminati.

Che le stelle non splendano invano, perché tramontano e risorgono

in modo che la tenebra totale, attraverso la notte,

non riconquisti l’antico domino ed estingua la vita.

John Milton, Paradiso perduto

Oreste Grani

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