Il Paese puzza dalla periferia – Parma, Siena, Civitavecchia e ora Sarzana

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Comune: buco da sei milioni e mezzo per aspettare il Piano Botta-Coop

Sarzana Valorizzazione patrimonio, società creata nel 2007 dal Comune per coprire un debito, ha un buco di sei milioni e mezzo. Doveva “valorizzare” gli immobili di piazza Terzi e Tavolara. Ha dovuto attendere il Piano Botta-Coop. Ha accumulato debiti. La speculazione sui terreni di Tavolara si sta rivelando un azzardo. Non bastano gli oneri di urbanizzazione del Piano Botta. Mancano i denari per ripianare il debito con Carispe (leggi l’articolo completo).

Un attento lettore di La Spezia ci segnala questo ennesimo episodio di malcostume. Questa cronaca ci ricorda che conviene guardare alla periferia (Parma docet, Siena reitera e Civitavecchia conferma) per misurare l’estensione del degrado italiano.

Le storie di maggiore interesse, come suggerisce Alberto Statera ne Il termitaio (Rizzoli), nascono in provincia: è lì che se si ha voglia di indagare, appare in tutta la sua evidenza, a destra come a sinistra, la questione immorale, l’essenza di un Paese alla deriva. È lì che domina un’altra casta, che viene ancor prima della politica e che anzi manipola e corrompe a piacimento i politici. È la nuova razza predona, i Signori degli appalti, che delle aste e dei concorsi truccati hanno fatto una scienza, e che le mani sulle città le hanno messe da un pezzo e non intendono toglierle. È un intreccio di cemento, finanza e banche, burocrazie complici, (pseudo) massonerie, consorterie, comitati d’affari.

Il groviglio sarzanese potrebbe avere una prima soluzione all’apertura delle urne il 27 maggio.

Oreste Grani

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