Suicida David Rossi, fedelissimo di Giuseppe Mussari e primo morto del MPS. È cominciata la danza macabra

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“SI È BUTTATO DALLA FINESTRA”

Mercoledì 06 Marzo 2013 – 22:38 – Leggo.it

SIENA – David Rossi, responsabile dell’area comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena e fedelissimo dell’ex presidente Giuseppe Mussari, si è ucciso questa sera gettandosi da un ufficio della sede dell’istituto a Rocca Salimbeni. Rossi era stato perquisito dieci giorni fa nell’ambito dell’inchiesta sul Monte ma non era indagato. Rossi, secondo quanto si apprende, si è gettato dalla finestra del suo ufficio cadendo nel cortile interno di Rocca Salimbeni. Sul posto, oltre alla polizia, il 118, ma i soccorsi sono stati inutili.

Da giorni meditavo e non osavo dire ciò che nei recessi della mente rimuginavo: quando arriva il primo morto dell’affair Monte dei Paschi? Non è infatti immaginabile che una vicenda da miliardi di euro e gestita da personaggi di ogni genere e specie (Mussari, D’Alema, Amato, Bassanini, Verdini, Berlusconi, Ceccuzzi per citare i più noti) non abbia a macchiarsi di sangue. Guarda caso a campagna elettorale finita e a urne chiuse.

Notavo, giorni fa, un articolo di Marco Lillo su “Il Fatto Quotidiano” che a mio parere rappresenta una frenata brusca sui mormorii di un tesoro di due miliardi nascosto a Londra, frutto dell’acquisto a un prezzo sproporzionato da parte di MPS della Antonveneta ceduta da Santander. Del malloppo parla Carlo Bonini su La Repubblica, mentre Lillo accusava la stampa di destra di fare illazioni in proposito, che non avevano riscontro nelle carte della magistratura.

Sarà stata una pausa elettorale, pensavo. Questo povero corpo precipitato in un cortile vetusto dimostra che la danza macabra è incominciata.

Il blog Eretico di Siena descriveva David Rossi in questi termini (era il 2 giugno 2011):

Tutta Siena si fermi: è il compleanno del Genio…

Macché Festa della Repubblica: roba ormai antiquata, la festeggino nelle altre parti d’Italia, se hanno voglia e tempo da perdere.

A Siena, il 2 giugno si deve festeggiare altro, ben altro: il compleanno del Genio. Chi è il Genio? Che domanda stupida: David Rossi, fedelissimo scudiero mussariano, nonché eccellente Responsabile area comunicazione della Banca Mps. Entrato in Banca proprio con Mussari, e con Lui lanciato nell’empìreo della comunicazione. Al Genio si deve lo spottone del compagno Bellocchio (quello che fa rigirare il grande Rino Gaetano nella tomba, per capirsi), l’idea del vino targato 1472 e delle felpe Mps (mai più senza!), insomma tutto quanto fa brand. Da domani, il sempre impeccabile Rossi entra nel novero degli splendidi (e vincenti) cinquantenni senesi. Ha un eccellente stipendio, 50 anni ma ne dimostra dieci di meno,  una vaga somiglianza con l’attore Matt Damon (con 15 cm. in meno, peraltro), è uno dei più stretti collaboratori del lanciatissimo Mussari Giuseppe, miete riconoscimenti e premi, per le sue qualità di comunicatore, in tutta la penisola: cosa vuoi di più dalla vita? Neanche un amaro Lucano, onestamente, può arrivare a cotante vette. Come si fa a non invidiarlo?
Esperto di Arte prestato alla Comunicazione d’alto bordo, in una recente intervista agiografica fattagli da Stefano Bisi ha ripetuto sette o otto volte che il marchio, il brand Mps è oggi riconoscibilissimo da non mi ricordo quale percentuale di italiani. Era sottinteso che fosse merito suo, ovviamente.
Con la tipica duttilità della banca mussariana, il Rossi non si limita a propagandare (per il bene di Siena) il marchio Mps all over Italy: all’uopo, sa fare ben altro.
Il che, ahimè, gli ha regalato financo qualche passaggio nell’inchiesta denominata Galaxopoly: solo fango, da parte di inquirenti tanto limitati, quanto invidiosi. Non è neanche indagato, figuriamoci.
Ad un certo punto dell’inchiesta, però, gli inquirenti “descrivono operazioni di finanziamento a soggetti economici con finalità di lucro eseguiti mediante contributi elargiti agli enti locali partecipanti tali soggetti economici, enti pubblici che attirano l’immissione di capitale deciso dalla Fondazione attraverso opportuni aumenti di capitali”.
Per capirsi meglio, nel giugno 2006 ci fu una ricapitolizzazione della società aeroportuale Ampugnano, per ripianare le gravi perdite (niente di nuovo sotto il sole). Il tutto avvenne – secondo gli inquirenti – grazie all’intervento della Fondazione (poi ci si stupisce che si debbano vendere le azioni…), ma attraverso il fondo per lo sviluppo economico e sociale, controllato dalla Provincia. Il tutto, per 1 milione e 600mila euro.
Prima domanda: ma la Fondazione, poteva finanziare la società aeroportuale Ampugnano, “soggetto economico con fini di lucro”?
Seconda domanda: ma David Rossi, c’entra qualcosa con questa storia?

Esattamente un anno dopo, il medesimo blog rincara:

Pare che dal 2006 al 2011 (Mussari regnante), la Banca abbia speso qualcosa come 355 milioni di euro in pubblicità (se l’eretico ha dato i numeri, si attendono subitanee smentite, molto ben accette). Grazie al guru Rossi, fino al gennaio 2012 i media nazionali hanno veicolato – con poche eccezioni – un’immagine positiva, se non idilliaca, dell’istituto.[…] Entrato con Mussari Giuseppe in Mps, gli è financo sopravvissuto. Come ricordato nella ereticale biografia mussariana (pagina 183, prima del Capitolo ad personam su di lui), in precedenza gli esperti di comunicazione montepaschini venivano gratificati di un (lauto) contratto a termine, mentre lui ha beneficiato di un’assunzione a tempo indeterminato, allorquando, con il suo passetto felpato, ha messo piede in Rocca per la prima volta.[…]

Giudizi non proprio benevoli, ma meritava di morire per questo il povero David Rossi?

Dionisia