Cara Dionisia, il Costa Rica di Walter Vezzoli, Nadereh Tadjik e Giuseppe Grillo è lontano, la Civitavecchia di Pietro Tidei è vicinissima

Dicevo ieri, lo ribadisco oggi e mi preparo a confermarlo domani: la mia giovane e bella collaboratrice Dionisia, non solo è intelligente (cioè intellege leggendo tra le righe) ma lo è con la passione e l’emotività della neofita dell’investigazione giornalistica. Oltre tutto, lo fa inoltrandosi, ogni giorno di più, nel mondo dell’immaterialità (si fa per dire) elettronica del web.

Si, cara Dionisia, prepariamoci al peggio, come scrivi nel post “WALTER VEZZOLI, NADEREH TADJIK E GIUSEPPE GRILLO IN… “VACANZE A 5 STELLE IN COSTA RICA” ma anche alla difesa a “spada tratta” e a “ferri corti” dei 163 eletti nel M5S per volontà di 8.500.000 italiani onesti.

Italiani ormai, pronti a tutto.

I 163 sono persone (ritengo quasi tutti) che non hanno resort di lusso in Costa Rica, che, quasi certamente, non sono mai stati in Costa Rica e che non vogliono accumulare ricchezze, appropriandosi della cosa pubblica, per andare a vivere in Costarica.

Questo è ciò che the royal fool Giuseppe Grillo (chiunque esso sia sotto la maschera), ci ha procurato con il suo pluriennale agire e mettendo fine, contestualmente, all’accumulo di ricchezze che lecitamente si procurava con la sua attività. E guai a chi ce li tocca i neo eletti deputati e senatori. Te lo dice uno che prima di essere Leo Rugens, è stato altro e altro ancora e altro ancora.

La notizia del giorno (e il tormentone che ne seguirà) da ieri 7 marzo, a mio sommesso avviso, apparirà, per molto tempo, quella del Costarica e della ricchezza di Grillo accumulata con la sua attività di show man. Per me che mi sono fatto vecchio cercando di trovare la verità celata nell’ultima matriosca, invece, la notizia del giorno (ieri 7 marzo) funzionale al proseguire del grande cambiamento in corso è una battuta che un’ospite lavoratore genovese ha rivolto, durante la trasmissione “Servizio pubblico” di Santoro, a Rosi Bindi.

La battuta è avvenuta dopo uno scambio verbale violento intorno alle responsabilità della sinistra prima e a prescindere dal grillismo: “Io a lei (dice l’ospite critico) l’ho vista solo una volta a un comizio di sostegno nella campagna per l’elezione del sindaco di Civitavecchia, Pietro Tidei del PD“.

Così, a freddo. Come i cavoli a merenda! La perplessità di Rosi Bindi, a fronte di questa dichiarazione aggressiva, è stata evidente. Era come se dicesse: “Cosa mi vuole dire quel signore parlandomi del compagno di partito Pietro Tidei?“. Cosa le voleva dire quel signore, si chiede Leo Rugens.

Cara Dionisia, da ore penso, più che al Costa Rica dove non sono mai stato e dove non ho accumulato beni perché non ne posseggo alcuno, perché una persona che appare essere per bene come Rosi Bindi si schiera a sostegno di un personaggio pubblico come Pietro Tidei, da troppi anni padre-padrone di realtà logistiche Strategiche per la Sicurezza Nazionale quali sono la città e il porto di Civitavecchia. Mi sono dato delle risposte, di cui voglio parlare con te, dopo che avremo “sbobinato” la trasmissione e ci saremo soffermati a ragionare di quella battuta allusiva.

A prescindere dal Costa Rica.

Oreste Grani