Il sindaco di Roma deve essere all’altezza di Francesco I. Gli attuali candidati, Croppi e 5 Stelle esclusi, fanno ridere

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Oggi è il 17 settembre2015. 885 (ottocentoottantacinque) giorni addietro inutilmente postavamo questo brano che oggi potete rileggere. Lo facciamo  stanchi di vivere non come bruti ma in mezzo a bruti, brutti, sporchi e cattivi.

Oreste Grani/Leo Rugens che continua a dire che quella sera Giuseppe Grillo da Genova doveva arrivare a Roma!

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Nell’attesa che il PD scelga tramite primarie il proprio candidato sindaco a Roma; nell’attesa che Alfio Marchini (alias Mr Sorriso) ci spieghi se partecipa o no alle suddette primarie o se ne vada per i fatti suoi con una lista propria; nella certezza che Gianni Alemanno, candidato PDL, sia politicamente morto… sostengo che:

a) dato il livello di infezione della provincia italiana (Parma, Siena, Civitavecchia, senza tacere sulla regione Lombardia) è indispensabile che al più presto, Roma, la capitale, sia tolta dalle mani di comitati di affari o da quelle di incapaci assortiti, che negli ultimi due decenni ne hanno determinato il degrado e lo sperpero delle risorse;

b) si impedisca che dalla “padella” Alemanno si finisca nella “brace” Marchini o Sassoli o Gentiloni o…;

c) si sostenga a spada tratta la candidatura di un sindaco a 5 Stelle;

d) si ricordi ciò che di buono e di onesto, l’ex assessore alla cultura del Comune di Roma Umberto Croppi ha fatto per la città, senza dimenticare che le sue critiche ad Alemanno, ne hanno determinato la rimozione dall’assessorato.

Leggete il brano che segue e ve ne farete un’idea.

Oreste Grani

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Umberto Croppi, Romanzo comunale

Newton Compton 2012

“Fare una descrizione dettagliata di tutte le attività compiute, delle scommesse vinte, sarebbe praticamente impossibile, provo a ricapitolare il sommario delle cose “nuove” realizzate dal giugno 2008 al dicembre 2010, limitandomi alle maggiori: intanto una riorganizzazione e razionalizzazione di assetto dello stesso assessorato e delle strutture dipendenti da questo, tra le quali il MACRO, che passa da ufficio della sovraintendenza a museo prima, Fondazione poi (procedura interrotta dal mio successore); Teatro di Ostia Lido, da Pde a Teatro di Roma; nuovo modello gestionale per Casa del Cinema e Casa del Jazz; studio di nuove procedure per la messa a reddito del patrimonio immateriale; nuovo “modello gestionale” per Romapass, la tessera all-inclusiv per trasporti e musei (con risparmi per l’amministrazione); riduzione dei costi e concentrazione degli spazi per Festival Fotografia; affidamento triennale del Globe Theatre; una serie di aperture e completamenti lavori: inaugurazione Pelanda, inaugurazione nuovo MACRO, inaugurazione Archivio Capitolino, inaugurazione Biblioteca Vaccherie Nardi, apertura Casa Moravia, ultimazione lavori restauro teatro di villa Torlonia, progetto Museo di San Pancrazio, progetto gestione Stadio di Domiziano e espletamento gara, illuminazione policroma dell’Ara Pacis, progetto del Tram delle Arti; interventi sulle modalità di realizzazione degli eventi: Estate Romana: bando per manifestazioni e 11 storicizzate extra bando; creazione pacchetto eventi per il periodo natalizio (Roma Città Natale), eliminazione della Notte bianca annuale e sostituzione con eventi che animano la città durante l’anno (Notte futurista, Notte della luna, Notte dei Musei, Musei in Musica, Musei in Scena), 21 aprile Natale di Roma, 20 settembre 2010 – 140 anni da Roma Capitale, ventennale abbattimento del muro di Berlino; feste tradizionali: festa di San Giovanni, girandola Castel Sant’Angelo; Festival di musica sacra all’Ara Coeli; nuove manifestazioni ricorrenti: Roma si libra (fiera dell’editoria laziale), Festival della letteratura di viaggio, Festival dell’architettura; nuova attenzione alle iniziative innovative, alla tecnologia, all’impatto zero: M’illumino di meno (con la trasmissione di Rai2 Caterpillar), Heart day (con National Geographic), Lusso essenziale, Ottobrate romane di Carlo Infante (Performing Media), Capitali Digitali e Digital Caput Mundi (insieme a Telecom Italia, Camera dei Deputati, Wired) , Circuito Museale Capitolino su Second Life e Web2.0; nuova attenzione della capitale ai temi del contemporaneo: la fiera Road to Contemporary Art, MACRO e Pelanda, Mostre sul design c/o Ara Pacis (Prouvet, Munari, Mendini, Disegno&design, Antonio Romano), mappa di Roma Contemporanea; protocollo con Fondazione Bellonci – ingresso di Roma Capitale nel Premio Strega; iniziative di internazionalizzazione della città e rafforzamento rapporti con l’estero: mostra “Piazze di Roma” a Shanghai, circuito accademie e istituti di cultura (con il sito “Cultura internazionale a Roma”), stage nei musei capitolini per studenti delle università straniere con sede a Roma, progetto Ciudad – su fondi europei con Roma capofila in R.T.I. con comune di Mosca e Kiev, progetto mostra e museo Abu Dhabi, partecipazione al congresso internazionale Archeologica 2.0 a Siviglia, instaurazione e implementazione rapporti istituzionali con Germania, Bulgaria, Romania, Georgia, Argentina, Usa, Russia, Ucraina, Spagna, Giappone, Canada; iniziative per l’integrazione: corsi di formazione GLBT per operatori pubblici, gay help line, una linea telefonica di supporto per tematiche omosessuali, iniziative contro il bullismo e la discriminazione nelle scuole; attenzione alle politiche culturali nelle periferie come il Progetto Pianoforte senza frontiere; progetto di accessibilità per i disabili dipendenti del Comune di Roma; per la comunicazione: concorso “Roma in una immagine” per nuovo brand di Roma, attivazione servizio Air-Vir; implementazione servizio 060606, nuova organizzazione sportelli URP, razionalizzazione dei pannelli giubilari, nuovo regolamento utilizzo portale di Roma Capitale e della rete intranet, istallazione totem multimediali per interfaccia con gli uffici.

Naturalmente una porzione del mio tempo era assorbita dall’ascoltare proposte surreali, lamentazioni su improbabili torti, richieste di raccomandazioni. Una sezione a sé è quella relativa ai perseguitati politici. In certi ambienti si era sparsa la voce, sapientemente alimentata da qualche “amico” in Campidoglio, che avrei avuto un comportamento un po’ troppo imparziale, cioè troppo poco riconoscente nei confronti dei vecchi camerati di tante battaglie. Molti aspettavano di essere chiamati per condividere chissà quale bottino di guerra, altri venivano a lamentare le proprie mancate carriere come artisti, scrittori, attori perché invisi all’establishment di sinistra. Non che i “compagni” ci fossero andati leggeri in questo senso, ma di quelli che venivano a lamentarsi ce ne fosse stato uno che non fosse ampiamente al di sotto del livello minimo di qualità, nella propria presunta specialità”.

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