La Ue e Cipro – Casus belli o grossa imbecillità? I russi, da sempre, amano il sole del Mediterraneo

Dark-Side Pit

Se leggerete i lunghi articoli riportati di seguito troverete: Cipro, Unione Europea, Russia, Putin, Cina, debiti, soldi, banche, riciclaggio, petrolio, finanza, Gazprom, Londra, Turchia, Libano, Israele, Germania. Nel frattempo, sotto la superficie del mare che vide nascere Afrodite, giace Leviathan.

Gli ingredienti giusti per far scoppiare un bel casino nel Mediterraneo ci sono tutti. Vuoi vedere che sarà uno degli argomenti, non previsto in agenda, che il Presidente Obama affronterà con il Primo ministro Netanyahu?

La redazione di Leo Rugens

Convict

Riciclaggio, lusso e gas: perché la Russia tiene a Cipro

di Orietta Moscatelli
Nicosia offre una fiscalità vantaggiosa alle imprese di Mosca. I cittadini russi comprando una casa qui ottengono un visto per l’area Schengen e saltano la trafila burocratica dell’Ue. I giacimenti del Mediterraneo e la sospetta offerta di Gazprom.

I russi sono sempre di più di casa a Cipro e, mentre in questi giorni la casa brucia, l’Europa si interroga sui capitali che dalle rive della Moscova approdano su quelle del Mediterraneo.

Moody’s ha cercato di fare i conti in tasca ai signori con passaporto cirillico che comprano case e frequentano gli istituti di credito di Limassol e Nicosia. Spesso, peraltro, il “signore” proprio non c’è; ci si ferma al nome di una società di comodo.

Centinaia di imprese offshore cipriote controllano attività di investimento in Russia e poi riportano il denaro in patria, dove vige un regime fiscale unico tra i 27 paesi membri dell’Ue: tassa sulle imprese al 10% e quasi sempre esentasse i dividendi di una società registrata in loco. Il tutto restando sul territorio dell’Unione europea: alla faccia delle lungaggini nei negoziati per abolire il regime di visti per l’ingresso che tanto irrita le autorità e gli uomini d’affari russi.

Anything

Questo panorama variopinto varrebbe qualcosa come 19 miliardi di dollari in depositi di persone fisiche o giuridiche, più 12 miliardi che banche russe tengono presso banche cipriote, senza contare i 40 miliardi prestati solo l’anno scorso a società dell’isola. Così, la richiesta di un prelievo forzoso sino al 10% per i conti sopra i 100 mila euro si tradurrebbe, per i russi, in una perdita complessiva di circa 3,5 miliardi di euro, ha calcolato Forbes. L’analista di Moody’s Eugene Tarzimanov rilancia: una moratoria bancaria cipriota bloccherebbe il ripagamento di debiti esteri per decine di miliardi, sino a 53 miliardi per compagnie russe.

L’andirivieni di denaro tra Mosca e Nicosia fa sospettare all’Ue diffuse attività di riciclaggio. Sospetti d’altronde leciti, alimentati dalle indagini di Moneyval (il comitato di esperti per la valutazione di misure contro il riciclaggio di capitali) del Consiglio d’Europa; il comitato da una parte si compiace dei progressi fatti nel nome della trasparenza, dall’altra segnala che il denaro russo passa spesso attraverso società effimere che, una volta smantellate, non lasciano traccia.

A fine 2012, un rapporto dei servizi segreti tedeschi denunciava la “corruzione endemica” foraggiata dal denaro russo depositato a Cipro, una cifra tra i 15 e i 26 miliardi. Le leggi ci sono, ma non vengono rispettate, avverte il documento. A quel punto, il ministro delle Finanze Wolfgang Schauble ha rilanciato pubblicamente: “ci si chiede come mai Cipro sia il secondo investitore estero in Russia e bisogna dare una risposta a questa domanda. I dubbi nascono vedendo i livelli di investimenti russi così alti a Cipro e allo stesso tempo altissimi investimenti ciprioti in Russia”.

L’idea di una super tassa sui conti correnti nasce da questo ragionamento. Se i ricchi russi portano i soldi sull’isola per i loro traffici poco chiari, almeno paghino nel momento in cui l’Europa e il Fondo Monetario Internazionale si apprestano a sborsare 10 miliardi per un salvataggio.

I russi hanno cominciato a frequentare la parte greca (e quindi ortodossa) del piccolo paese mediterraneo prima che questo entrasse a far parte del club europeo, nel 2004. Con l’adesione all’Ue, Cipro è diventata “l’isola di casa”, spesso in connessione con altri più esotici atolli.

Ad esempio Dmitri Rybolovlev, ex principale proprietario del colosso dei fertilizzanti Uralkali, ha acquisito il 9,7% della Banca di Cipro attraverso un fondo registrato alle Isole Vergini. L’istituto cipriota a sua volta opera anche in Russia, con Uniastrum. Poi c’è Suleiman Kerimov, già azionista di Gazprom, che investe tramite Nafta-Moskva, registrata a Mosca, e ha il 20% della cipriota Aniket Investments Limited. Nomi celebri a parte, la lista è lunga e non graditissima dai vertici russi. Almeno ufficialmente. Il premier Dmitri Medvedev ha commentato duramente il piano di prelievo forzoso sui conti ciprioti: “assomiglia a una confisca di fondi stranieri”, ha detto, per poi precisare che quei soldi, magari, dovrebbero essere tenuti in Russia.

Gli interessi russi a Cipro non si esauriscono in attività bancarie offshore o nell’acquisto di un appartamento di lusso (che garantisce la residenza e, quindi, un visto per l’area Schengen). Secondo un retroscena rivelato dal quotidianoVedomosti, il colosso del gas, Gazprom, avrebbe offerto aiuti alle banche dell’isola in cambio di licenze estrattive. Nicosia avrebbe tuttavia rifiutato, preferendo un prestito sotto egida Ue. Dietro la proposta respinta, le mire russe sull’estrazione di metano nella zona economica esclusiva, obiettivo più strategico (e difensivo) che puramente economico.

Infatti, per la Russia, che dipende almeno per il 70% del suo bilancio statale dai proventi di gas e petrolio, i giacimenti individuati al largo di Cipro e Israele, come pure nel mare greco, sono una minaccia: il primo mercato di future estrazioni sarebbe ovviamente l’Europa, in diretta concorrenza con le forniture russe. Così non stupisce che Gazprom voglia partecipare ai progetti estrattivi ciprioti e stia cercando scorciatoie.

Stupirebbe di più, fanno notare gli analisti, se una volta ottenute le licenze, la compagnia russa le sfruttasse appieno.Le esportazioni dai giacimenti in territorio russo garantiscono infatti il 100% dei profitti, il triplo di quanto può mettere in conto per l’export realizzato fuori dai propri confini nazionali.

Insomma, davanti all’offerta di un “salvataggio alternativo” da parte di Gazprom, Cipro continua a pensare che i russi abbiano solo interesse a entrare nei progetti, ma non a svilupparli completamente.

Lo scorso ottobre sono partite le gare per le licenze esplorative nella zona economica esclusiva cipriota e le prime assegnazioni per il blocco 9 sono andate a un consorzio tra la russa Novatek, Total F&P activities e Gazprombank. L’iter è stato poi interrotto a causa di divergenze sull’offerta economica.

(20/03/2013) Limes
Whisper Warped

Cipro naviga verso l’Islanda. Rimorchierà la Grecia?

di Antonio de Martini

I parlamentari ciprioti evidentemente leggono i giornali. Su 55 deputati nessuno ha votato a favore del provvedimento di confisca ( di questo si tratta) di denaro dai conti correnti privati esistenti nelle banche dell’isola.
Il partito del presidente NicosAnastasiades , 19 legislatori – favorevole alla iniziativa – si è astenuto. Nessuno ha votato sì.

L’effetto “Sparta” creato dalla richiesta dell‘Eurogruppo presieduto da un nuovo Presidente- un olandese a nome Jeroen Dijsselbloem classe 1966 laureato a Wageningen(?) – non ha raggiunto lo scopo, miserabile in se, di far pagare questa ennesima crisi bancaria ai cittadini, soltanto perché i ministri dell’economia dei vari paesi hanno rincarato la dose, cedendo contemporaneamente a tre possenti lobbies ed a un criterio di equanimità:
a) lobby uno quella dei banchieri che volevano far pagare la crisi ai soliti cittadini-pantalone e
b) lobby due quella Inglese che voleva approfittare della crisi per eliminare Cipro come piazza finanziaria concorrente con Londra, come fece negli anni settanta con una Beirut, ormai egemone.
c) equanimità : per non far vedere che si trattava di una misura antirussa ( certo non spiacente alla NATO) l’hanno estesa a tutti i cittadini e senza eccezioni in nome dell’eguaglianza di ogni ceto.

Three Theirs

Alla UE hanno riservato la parte del buono consigliando , un minuto dopo il comunicato, di esonerare i conti inferiori a centomila euro. La foglia di fico è bastata. Anche questo laureato del nord deve essersi addottorato sul web.

Dare a una economia come quella cipriota – un milione di abitanti e un centesimo del PIL italiano 76% dell’economia è turismo e banche, la disoccupazione minima – una salassata da 5,8 miliardi di euro, equivarrebbe a darne una da cinquecentoottanta miliardi all’Italia e solo delle menti malate potrebbero prendere una decisione di questo genere, a meno che lo scopo reale della manovra non fosse quello di provocare una fuga di capitali , ad esempio verso la Germania, dove la Deutsche Bank ( e non è la sola) è sull’orlo del dissesto economico per avere una leva economica pari a 57 volte i capitali depositati.

Da questo episodio di solenne idiozia abbiamo intanto capito dove il nostro rappresentante nell’Eurogruppo – Vittorio Grilli – abbia imparato a far pagare ad altri i debiti della moglie: credevamo fosse conflitto di interesse, ci sbagliavamo: è ortodossia economica.

Dalla duplice crisi delle borse europee – crisi quando è stata annunziata la manovra e crisi quando è stata bocciata – abbiamo capito che il solo posto in cui i nostri risparmi saranno al sicuro è nel materasso della nonna. Si prepara un nuovo attacco all’Euro e questa volta al posto di Jean Claude Junckers, c’ è un coglione.

Spring Sin

Dal comportamento del governo e di Grilli abbiamo capito che prima lo sostituiamo con una laureata dell’università dell’Alabama, tanto meglio sarà per tutti.

Ai ciprioti che hanno un recente, brillante, passato di guerriglia contro gli inglesi per l’indipendenza, consiglio l’ audacia di impossessarsi della loro isola e far vela verso l’Islanda.

Respingano i debiti e mettano la Germania (la UE è una foglia di fico troppo piccola per la Merkel e si vede) di fronte all’alternativa di pagare il conto o di far saltare il sistema alla vigilia delle loro elezioni. Sono troppo piccoli per non essere salvati.

Il premier cipriota Sarris è in Russia a chiedere aiuti e dare spiegazioni. Al ritorno lo caccino e diano il via alla rivolta . Tutto il Mediterraneo è con loro. (vedi post originale)

Queer Prison1

Crisi: Anastasiades telefona a Putin, la Russia salverà Cipro?

09:21 20 MAR 2013

(AGI) – Mosca, 20 mar. – Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cipriota Nicos Anastasiades hanno discusso, ieri sera, della situazione economica a Cipro e della bocciatura da parte del Parlamento cipriota della proposta di salvataggio dell’Eurogruppo. Lo ha riferito il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, sottolineando che l’iniziativa della conversazione telefonica e’ arrivata dal presidente di Cipro. Il piano di salvataggio dell’isola prevede un prelievo forzoso sui conti correnti, definito nei giorni scorsi dal capo del Cremlino una misura “ingiusta, poco professionale e pericolosa”. A quanto riportato da Peskov, il presidente russo ha ribadito la sua preoccupazione per “la possibile adozione di tutte le misure che potrebbero ledere gli interessi dei russi, persone giuridiche o persone fisiche che siano”.

 Anche il ministro delle Finanze cipriota, Michael Sarris si dice sicuro di riuscire a strappare un accordo per un prestito con la Russia. “Ci auguriamo che si giunga a un buon esito – dice Sarris prima dell’inizio dei colloqui con Mosca – ma e’ difficile fare una previsione”. Sarris incontra il collega russo, Anton Siluanov. Ai russi Cipro chiede l’estensione di 5 anni di un prestito di 2,5 miliardi di euro, che scade nel 2016 e una riduzione del tasso di interesse sul prestito, che e’ del 4,5%. Cipro e’ stata una delle prime nazioni ad accogliere denaro russo dopo il collasso dell’Unione Sovietica. Da anni sia privati, che societa’ statali russe hanno approfittato delle vantaggiose condizioni fiscali offerte dall’isola. Quasi meta’ del denaro depositato nelle casseforti delle banche cipriote e’ russo: le imprese russe avrebbero 19 miliardi di euro custoditi nelle banche locali, con le banche della Federazione esposte per altri 12 miliardi. La banca Vtb oggi si e’ detta “molto preoccupata” per possibili “sviluppi negativi” della situazione e ha stimato in “decine di milioni di euro” le sue possibili perdite.

Other Odd
“I presidenti dei due Paesi – ha poi aggiunto il portavoce – hanno concordato di proseguire le consultazioni su base bilaterale, nonche’ con la Commissione europea”. Durante la telefonata si e’ anche discusso della visita in Russia oggi del ministro delle Finanze cipriota, Michael Sarris, e di altri alti rappresentanti dell’isola. Sarris incontra l’omologo a Mosca, Anton Siluanov. Ai russi Nicosia chiede l’estensione di 5 anni di un prestito di 2,5 miliardi di euro, che scade nel 2016 e una riduzione del tasso di interesse sul prestito, che e’ del 4,5%. Adesso la prossima mossa sul salvataggio spetta a Cipro. Lo sostiene Maria Fekter, ministro delle Finanze austriaco. “Aiuteremo certamente Cipro – dice ma solo se a condizioni ragionevoli. L’Esm e e la Bce non possono certo accettare l’inferno”. Secondo la Fekter non e’ pensabile che Cipro aumenti ancora il suo debito. Intanto il gruppo Vtb, la seconda banca russa, fa sapere che riesaminare i suoi affari a Cipro se si dovesse applicare il prelievo forzoso sui depositi.
Vtb stima in “decine di milioni di euro” le sue eventuali perdite in caso di scenario peggiore. “Siamo ovviamente preoccupati della situazione a Cipro – scrive la banca russa in un comunicato – se questa proposta dovesse essere accettata, Vtb sara’ costretta a riesaminare lo sviluppo della sua strategia di business a Cipro”.

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