Obama fa il miracolo ma è dal 13 giugno del 2012 che Israele-Turchia si preparavano alla riconciliazione contro la Siria

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La capacità di prevedere è ciò che deve, prioritariamente, connotare una classe dirigente. Classe dirigente che deve sapere dove andare e dirigere. È impossibile, infatti, passare da ciò che è noto a ciò che è ignoto (il futuro) se non si sanno vedere prima i percorsi possibili e i rischi impliciti.

In queste ore il mondo, giustamente, prova soddisfazione per l’abilità diplomatica mostrata dal presidente Barack Obama con cui è riuscito a riavvicinare Israele e la Turchia: Disgelo Turchia-Israele, Obama compie il “miracolo”.

Ora noi sentiamo la necessità di fare il nostro mestiere che è quello di essere servi di verità, in quanto ipaziani, e di rimandarvi al 13 giugno del 2012 (avete letto bene) al post di Antonio de Martini,  che prefigurava quanto è ora avvenuto: 

ISRAELE-TURCHIA: INIZIA IL RIAVVICINAMENTO IN FUNZIONE ANTI SIRIA

di Antonio de Martini

Un nuovo rapporto sulla strage di otto attivisti turchi filo palestinesi e un turco-americano sulla nave “MAVI MARMARA” il 31 maggio 2010, è stato pubblicato nei giorni scorsi e le sue conclusioni  permettono di porre le basi di una conciliazione tra Israele e la Turchia che chieste le scuse se le vide rifiutare dal premier Netanyahu.

Il rapporto di 153 pagine , steso dal controllore di Stato Micha  Lindenstrauss, parla infatti di “sostanziali e significative deficienze scoperte nel processo decisionale ” che ha portato al sanguinoso assalto.

C’erano già stati due rapporti ONU: uno circa la legalità del blocco a Gaza, risolto positivamente e l’altro della commissione per i diritti umano delle Nazioni Unite che  definirono “illegale ” sia il blocco che l’assalto armato alla MAVI MARMARA , ma che però  Israele respinse accusando la commissione di antico pregiudizio anti israeliano.

La novità di questo rapporto consiste nel fatto che  il relatore  accusa di lacune ed errori di mancato coordinamento la presidenza del Consiglio israeliana e non le forze armate.

Avendo ormai allargato a dismisura la sua coalizione e maggioranza, Netaniahu ha le spalle abbastanza larghe da poterselo permettere.

Con questa salomonica decisione, sarà possibile mantenere il punto che le FFAA hanno agito correttamente e che se errori ci sono stati, questi sono imputabili unicamente  a Netaniahu , il quale può  così salvare la capra delle scuse personali ai turchi e il  il cavolo dell’elogio ai commandos della marina che effettuarono l’attacco.

Resta da vedere se saranno rese delle scuse pubbliche (intanto è stata già  data pubblicità al rapporto) o in privato, data la colpa personale e non delle istituzioni  e resta da capire quanto sarà il tempo da attendere per apprendere del ripristino dei rapporti  di collaborazione militare.

La Turchia è stata per lunghi anni il solo alleato islamico  di Israele e lo spazio aereo turco è indispensabile ai jet israeliani per addestrarsi  (… e per colpire l’Iran).

In Turchia qualcosa si sta muovendo, intanto per contrastare l’avanzata  dei più zelanti appartenenti al partito islamista:  è iniziata una inchiesta per chiarire le circostanze della morte del precedente presidente Turgut Ozal. La famiglia chiede di saperne di più e un magistrato le ha dato orecchio.

La morte di Ozal – padre della crescita economica turca –  aprì la porta all’ascesa  del partito islamista di Recep Tajip Erdoghan.

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