Dall’affare marò al 2014, bicentenario dell’Arma dei Carabinieri

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Marò: ministro Terzi si dimette

Disaccordo con governo per decisione rientro in India militari

26 marzo, 15:43

(ANSA) – ROMA, 26 MAR – Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha annunciato in Aula alla Camera dei Deputati le proprie dimissioni in relazione alla vicenda dei due marò. “Mi dimetto per difendere onorabilità dell’Italia”, ha detto il ministro, sottolineando il disaccordo con il governo sulla decisione di far rientrare in India i due militari: “La mia voce è rimasta inascoltata”.

Marò: La Russa, dopo dimissioni Terzi venga in aula Monti

26 Marzo 2013 – 15:49

(ASCA) – Roma, 26 mar – ”Il presidente del Consiglio Mario Monti si faccia parte diligente e dopo le dimissioni del ministro degli Esteri Terzi – in evidente polemica con l’atteggiamento tenuto dal governo – intervenga in aula”. Lo afferma in aula Ignazio La Russa (Fdi) nell’ambito del dibattito alla Camera sulla vicenda dei marò e dopo l’annuncio di dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata.

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Ricordiamo che fu l’allora Ministro Ignazio La Russa a decidere di imbarcare a difesa di navi mercantili personale militare senza avere preso accordi con la UE e contro il parere delle compagnie assicurative.

La gestione della crisi da parte di Giulio Terzi di Sant’Agata da Ministro degli esteri – un Ministero retto in sequenza da: Berlusconi, Frattini, Fini, D’Alema, Frattini e ultimo Terzi di Sant’Agata –  dimostra infine quanto un politica estera approssimativa possa creare danno al Paese.

Qual è la “cultura militare” in Italia dopo questi colpi di genio legati alla vicenda dei marò e il loro andare e tornare dall’India? Quali sono i modelli di difesa che usciranno dalla fase politica caratterizzata da un Parlamento fatto ancora per metà da vecchi gattopardi corrotti, aggrappati alle macerie della partitocrazia e molti giovani onesti ma, a oggi, immaginiamo, digiuni delle complessità che il Ministero degli Esteri, della Difesa, degli Interni si portano dietro singolarmente e nelle loro interazioni?

I recenti avvenimenti collegati alla nostra presenza nei vari scenari di guerra e alla tormentata vicenda indiana, suggeriscono prudenza e massima attenzione all’eventuale deteriorarsi dell’immagine delle nostre forze armate.

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Un’occasione, come abbiamo detto altre volte, è offerta dalla scelta di chi dovrà presiedere il Copasir e di chi andrà a comporre la Commissione Difesa. Altrettanto importante è l’imminente anniversario del bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabineri, il 13 luglio 2014.

Mi auguro che non siano delle mere celebrazioni bensì un’opportunità di aggiornamento del ruolo che l’istituzione benemerita può svolgere in un Paese che, a quella data, sarà ancora più in difficoltà per motivi di complessità geopolitica interni e internazionali.

L’Arma dei Carabinieri compirà nel 2014 il suo secondo secolo di vita: un appuntamento che diviene straordinario momento di lettura della nostra storia, delle pagine di fedele dedizione scritte dai Carabinieri di ogni tempo, pagine che sono il riferimento costante per le generazioni del presente e che continueranno a guidare la nostra Istituzione negli anni futuri.  […] Un’uniforme che […] lo stesso Vittorio Emanuele I di Savoia volle personalmente approvare, all’indomani dell’emanazione delle Regie Patenti istitutive del Corpo: gli alamari, la fiamma, la bandoliera bianca con la giberna, il cappello a due punte, popolarmente chiamato “lucerna”, diverranno, per tutti, simboli di protezione e sicurezza. Sono i simboli dello straordinario patrimonio di valori e di idealità che, da sempre, orienta e sostiene l’azione di ogni Carabiniere: dei Carabinieri di Pastrengo, del Podgora e di Nassiryah, del Vice Brigadiere Salvo d’Acquisto e del Generale C.A. Carlo Alberto Dalla Chiesa, di tutti quei Carabinieri che quotidianamente, in ogni contrada d’Italia e dovunque si operi per tutelare la legalità e per garantire le autentiche libertà dell’uomo, prestano silenziosamente il loro servizio meritando la fiducia e il consenso della gente. È sulla base di questi fondamentali presupposti che l’Arma può presentarsi, alle soglie dei suoi duecento anni di storia, quale Istituzione matura, efficiente e moderna. Forte delle sue radici antiche,essa è ben consapevole che la sua identità, riconosciuta e apprezzata anche fuori dai confini nazionali, è segnata univocamente dall’impareggiabile patrimonio di valori e di professionalità dei propri uomini e delle proprie donne. La loro salda motivazione e la loro abnegazione sono, ad un tempo, certezza del presente e garanzia negli anni a venire dell’assolvimento di tutti i compiti che la Nazione ci affida. […]

Gen. C. A. Leonardo Gallitelli
Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Che nessun dorma!

Oreste Grani

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