Aspettando il golpe

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Era il 23 febbraio 1981, allorquando il tenente colonnello Antonio Tejero irruppe, pistolone alla mano, nel Congresso dei Deputati a Madrid, spalleggiato da un folto gruppo di militari della Guardia Civil. A mezzo giorno del 24 febbraio, il sogno golpista era già finito.

Mai viste tante divise nella tribuna del pubblico alla Camera dei Deputati per le dimissioni di un ambasciatore dalla carica di ministro degli esteri: il Terzi Di Sant’Agata Giulio. Mai sentiti tanti stereotipi per bocca a un diplomatico che rivendicava alla Farnesina successi italiani in politica estera di cui nessuno, negli ultimi trent’anni, si è accorto. Dopo l’assassinio dell’on. Aldo Moro, ricordo solo la vergogna di Ustica, della Achille Lauro, dell’attentato al Papa, dei baciamani a Gheddafi e la fuga di Battisti, solo per cominciare a ricordare.

E infine, ribadisco, come già scritto il 13 dicembre: La Russa a voi! Latorre e Girone a noi!

A quando il grande gesto?

Oreste Grani

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