Berlusconi: “In quelle ore sudavo sotto la doccia” ovvero come il M5S offra al Paese l’opportunità di chiudere, in modo non violento, il capitolo del berlusconismo.

Così, Piero Ottone, nel lontano 1996, in “Preghiera o bordello. Storia, personaggi, fatti e misfatti del giornalismo italiano” scriveva.

Nella prosa del grande giornalista era già racchiuso il motivo primo per cui Giuseppe Grillo (genovese come Piero Ottone) e i rappresentanti del MoVimento 5 Stelle, oggi, non parlano con i giornalisti italiani. Torniamo al merito di quanto, con pacatezza ed onestà intellettuale, è stato ricostruito da Ottone. Ritengo che sia ora di chiudere, nella sede opportuna, cioé il Parlamento repubblicano la questione della eleggibilità di Silvio Berlusconi decretandola a norma e facendo cessare l’anomalia consentita, per venti anni, dallo spudorato accordo con Massimo D’Alema e i dalemiani. Avversari di giorno e complici di notte. Un minuto dopo il felice esito di questo provvedimento di espulsione dalla vita politica di Arturo Ui, ci si potrà dedicare alle nuove regole del gioco. Regole che non dovranno più consentire l’ingiustizia plateale che connota i rapporti numerici nel Parlamento appena nominato secondo le regole della legge detta “porcellum”.

Oreste Grani

 

P.S.: Come possiamo dare a Giuseppe Grillo e ai giovani del M5S (nel 1994 alcuni di loro erano nati da pochi anni) la responsabilità di questa interminabile connivenza e di questa resa al malaffare?