In Tutti i settori siamo immobili da oltre 20 anni. Ci vuole un trauma o nulla cambierà.

In Tutti i settori siamo immobili da oltre 20 anni. Ci vuole un trauma o nulla cambierà.

Ho voglia di non dimenticare che il “ricordato”, da Giorgio Napolitano, Gerardo Chiaromonte il 7 ottobre 1992 è stato eletto al vertice del Comitato Parlamentare per i Servizi di Informazione e Sicurezza. È stato eletto con i voti di Rifondazione Comunista, del PDS e della Lega Nord!

Un autentico smacco per la maggioranza governativa, i cui rappresentanti all’interno del comitato, due democristiani, un socialista e un liberale, subito dopo la votazione hanno abbandonato l’aula, impedendo l’elezione del vice presidente e del segretario per mancanza del numero legale. Chiaromonte, che nella passata legislatura è stato presidente della commissione bicamerale antimafia, ha avuto quattro voti a favore. Altrettanti suffragi sono andati al candidato della maggioranza, il democristiano Michele Pinto. Alla fine Chiaromonte è stato eletto presidente perché, rispetto all’antagonista, è risultato più anziano per numero di legislature e per età.

L’8 gennaio 1993 il Senatore del PDS afferma che la questione di unificare i servizi segreti SISMI e SISDE è allo studio! Il Parlamento si mette al lavoro, a seguito dell’esortazione del ministro Mancino, a riflettere sull’organizzazione dei servizi segreti. Chiaromonte però, davanti all’ipotesi di unificare SISMI e SISDE, arriccia il naso. “La maggioranza dei Paesi industrializzati – dice – hanno più di un servizio segreto. Un’organizzazione di sicurezza unica finirebbe per avere un potere enorme”. La questione è aperta, ma pare dicono alcuni, che un servizio segreto militare autonomo sia più che utile. Un solo organismo di 007, nel momento di transizione che attraversa l’Italia, non avrebbe dicono altri un “potere enorme”, avrebbe “troppo potere”. 

Il 7 aprile 1993 muore di morte naturale.

Quante chiacchiere, quanto non fare, quanto fare perché nulla cambi. Perché dovrebbe cambiare qualcosa il 7 luglio del 2013 tornando a votare?

Oreste Grani