Napolitano rinnova la cambiale ai ladri di Stato e agli “assassini” dei troppi italiani che si sono suicidati per mancanza di futuro.

I nipoti, un po’ scapestrati, disperati corrono da “nonno Giorgio” a farsi prestare i soldi per il rinnovo della cambiale. Hanno bisogno di prendere tempo perché qualcuno di loro è disperato essendo un giocatore di poker sfigato; un altro perché vessato da troppe avide puttane e “ricercato” per essere giudicato da non pochi tribunali della Repubblica; un altro ancora in quanto assuntore di smodate quantità di cocaina e assediato da pusher violenti; tra loro c’è chi ha violentato donne e per questo paga pegno; altri ancora si sono venduti la sicurezza dell’Italia a paesi terzi; altri ancora sono stati complici del dilagare della criminalità organizzata.

E questi sarebbero i salvatori della Patria, da salvare e a cui ridare tempo?

Come può tutto questo accadere impunemente? Sono allibito e ritengo che questa catastrofe non accadrà impunemente.

La decisione di Giorgio Napolitano di salvare gli oligarchi della partitocrazia e i vessatori del popolo italiano è particolarmente grave perché, per la Costituzione vigente, lui è anche il vero capo delle Forze Armate. E agendo come sta agendo sta mettendo il suo popolo in un vicolo cieco.

Il nuovo Capo dello Stato può, cortesemente, citare un solo discorso, un solo proclama, un intervento scritto in cui ci dimostra di aver saputo pre-vedere la crisi internazionale in cui oggi ci troviamo?

Può, cortesemente, indicare agli italiani quando, nel suo settennato, ha descritto i tempi e le modalità della crisi in cui oggi si trovano l’Europa, il Mediterraneo e la nostra Patria Italia? 

Perché chi non ha saputo prevedere, negli ultimi terribili sette anni, nulla di quanto è accaduto, dovrebbe, alla soglia dei novant’anni, saperci guidare verso il futuro? 

Futuro prospero, equo, in pace che è dovuto ai cittadini italiani per legge.

Oreste Grani