L’estorsore Mancini resta in galera per averci provato con Finmeccanica interessata al Gran Premio del’Eur

Daytona

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L’8 marzo 2013 richiamavo l’attenzione sulla vicenda Flammini Group – Formula 1 – Ente EUR – Mancini – Alemanno.

Mi interessavo alla questione perché, venuto a sapere dell’investimento di 14 milioni di euro per il progetto del Gran Premio dell’Eur da parte di Maurizio Flammini e del suo gruppo, ho pensato che gatta ci covava. Mi pareva impossibile che gente dell’esperienza dei fratelli Flammini, che con i loro cantieri in Irak e una storia che intreccia anche il Gruppo Ferruzzi fin dal 1987, fosse andata incontro a un disastro tale. Umberto Croppi racconta la vicenda molto bene (leggi Gianni Alemanno Flammini Group e il Gran Premio dell’EUR…) e, oggi 23 aprile, un articolo di Repubblica ci mette una pietra sopra.

In sintesi, Flammini, convinto da Mancini dell’Ente Eur investe per il progetto F1 e Bernie Ecclestone gli sbatte la porta in faccia. Fine. Oggi però spuntano Finmeccanica e Lorenza Cola, Mancini e Breda Menarinibus. Manca solo il nostro Eroe intelligente, il “cecoslovacco” Edoardo D’Incà Levis.

Oreste Grani

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I cantieri all’Eur e le mazzette a Mancini “Le mani di Finmeccanica anche sulla F1”

Il retroscena emerge dalle motivazioni con cui il tribunale del riesame, lo scorso 6 aprile, ha respinto la richiesta di scarcerazione del manager fedelissimo di Alemanno: attitudine a delinquere

di DOMENICO LUSI e MARIA ELENA VINCENZI

Non solo l’appalto di Roma Metropolitane per i 45 filobus del “corridoio Laurentina” e quello da 2 miliardi per la Metro C. Finmeccanica puntava anche all’organizzazione del Gran Premio di Formula 1 di Roma, progetto (poi sfumato) con cui il sindaco Gianni Alemanno intendeva rilanciare l’immagine della Capitale.
Il retroscena emerge dalle motivazioni con cui il tribunale del riesame, lo scorso 6 aprile, ha respinto la richiesta di scarcerazione dell’ex ad di Eur spa Riccardo Mancini. A raccontarlo è Giuseppe Mongiello, dirigente di Ernst & Young, che lo scorso 30 gennaio ha riferito al pm Paolo Ielo di aver preso parte a settembre del 2009 a un incontro tra Lorenzo Cola, ex consulente esterno di Finmeccanica, e Mancini. Secondo Mongiello non si parlò dei filobus, né dei soldi che l’allora ad di Eur spa aveva preso per garantire a piazza Montegrappa (tramite la Breda Menarinibus) l’ingresso nell’appalto. Per il manager, “Cola, che agiva per conto di Finmeccanica”, era interessato solo al Gran Premio.

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A parlare ai magistrati della tangente da 500mila promessa a Mancini per i filobus era stato proprio Cola. È in base alle sue dichiarazioni che il tribunale ha riqualificato il reato contestato a Mancini in quello di tentata estorsione ed estorsione, in luogo della concussione e della corruzione iniziali.
“Evidente  –  scrive il collegio  –  è la pressione esercitata, in maniera alquanto esplicita, sul gruppo Finmeccanica da Mancini, il quale riferì a Cola di aver chiuso l’accordo, ma di aver incassato solo 50mila euro, specificando che per la stipula del contratto con la concessionaria (dell’appalto per i filobus, ndr) occorreva il saldo” della tangente da 500mila euro. In caso contrario Breda Menarinibus sarebbe stata esclusa. Per il Riesame il fatto che l’ex ad di Eur spa “fosse espressione dell’amministrazione comunale” e “operasse anche fisicamente in Campidoglio (“in anticamera – ha riferito l’imprenditore Alessandro Filabozzi – discuteva con gli imprenditori dei progetti dell’amministrazione comunale”)” non significa che Mancini agisse come pubblico ufficiale. Per i giudici le prove fin qui raccolte “non sono così specifici da indurre ad affermare che Mancini abbia ricevuto una “pubblica investitura” dal Sindaco Alemanno ad occuparsi del settore dei trasporti”. Da qui la riqualificazione del reato. Quanto alle esigenze cautelari, per il Riesame Mancini potrebbe commettere nuovi reati. “Non esita – scrivono i giudici – ad alterare l’equilibrio contrattuale tra le parti in causa, facendo ricorso a minacce che, come visto, non sono neppure velate o allusive, ma si appalesano chiare e decise”. Mancini, proseguono, “denota spregiudicatezza ed estrema disinvoltura, “qualità” che presuppongono necessariamente una robusta esperienza nel settore delinquenziale specifico e denotano dunque spiccata proclività a delinquere”. Tanto da fargli assumere una “posizione dominante” anche nei confronti di un’azienda come Finmeccanica.

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