Quando il convento era povero ma i frati erano ricchi

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Avete letto? Era l’11 novembre del 1999. Secolo scorso! Che fine abbia fatto Bettino Craxi è noto a tutti. Che fine abbia fatto il violentatore seriale di donne Dominique Strauss-Kahn, altrettanto lo sanno tutti. Quanto sia stato dignitosamente e gloriosamente utile alla verità e alla libertà del suo popolo Nelson Mandela, lo sanno tutti. Che fine, viceversa, faranno Silvio Berlusconi, Massimo D’Alema e Giuliano Ferrara è ciò che ancora non tutti sanno. Chi vivrà vedrà. Vi prego, ormai non pochi lettori di Leo Rugens, in ore determinanti per il futuro della Repubblica, non dimenticate nulla. Le larghe intese, il governissimo passeranno solo a condizioni che l’oblio prevalga sulla memoria. È la memoria di tutti noi che, forse, sta impedendo la scelta di Giuliano Amato quale salvatore della Patria. È il ricordo indelebile che, per primi, ci ripropongono i figli di Bettino Craxi, Bobo e Stefania, offesi che si ipotizzasse che il complice primo dei comportamenti craxisti fosse spacciato per un galantuomo. Memoria prima di tutto.

Oreste Grani