Vietare “per legge” la partecipazione alle elezioni del M5S è un golpe. Ma potrebbe finire a legnate. Meditate gente, meditate

“Dovete diventare oligarchi e corrotti come noi” dicono, agli esponenti del M5S, i capi bastone della partitocrazia. “Dovete assumere i nostri comportamenti virtuosi; dovete saccheggiare le casse dello Stato come abbiamo fatto noi; dovete piazzare a nulla facere le vostre amanti e i vostri figli, come abbiamo fatto noi; dovete pippare cocaina, come facciamo noi; dovete abbandonare gli anziani, come abbiamo fatto noi; dovete violare l’infanzia come facciamo noi; dovete bestemmiare Dio sfruttando la natura come facciamo noi; dovete girare la testa dall’altra parte quando le donne e gli uomini indebitati si impiccano; dovete prendere le mazzette dai pusher del gioco d’azzardo, come facciamo noi; dovete ingozzarvi dei rimborsi elettorali che gli italiani (tutti) non volevano che potessimo intascarci; dovete divenire subito ladri di Pisa; dovete essere brutti, sporchi e cattivi come noi … o vi stroncheremo”.

“Dovete allinearvi e coprirvi perché il Parlamento, ormai, è cosa nostra ed è una caserma dove le regole le dettiamo noi (Zanda e Finocchiaro) anziani del mestiere”.

“Dovete scoppiare” dicono i parassiti annidati nelle pieghe della partitocrazia ai giovani onesti del M5S.

Il “nonnismo”, uscito giustamente dalla tradizione militare italiana, si ripropone in Parlamento. Io, se fossi in Zanda e Finocchiaro, sarei più prudente. Nel mio reparto, negli anni ’70, questo tipo di prepotenza ed arroganza finì con una fraccata di legnate che assestammo ai nonni violenti e parassiti. Loro violenti e non noi che reagimmo (duramente) alle loro prepotenze.

Meditate gente, meditate.

Oreste Grani

P.S.: dedico questo post all’attento lettore Carlo e alla sua difesa strenua della partitocrazia. E ai suoi timori sull’antidemocraticità del Movimento 5 Stelle.